Contro il terrore 40mila uomini: 500 arresti

da Bagdad

L’Irak ha lanciato un’operazione-sicurezza a Bagdad, in cui sono impegnati 40mila uomini. La città è stata isolata ed è cominciata la caccia quartiere per quartiere agli insorti, ai combattenti stranieri e ai nascondigli di armi. In serata è stato annunciato l’arresto di oltre cinquecento persone.
L’operazione Lampo, il più importante giro di vite sulla sicurezza avviato dal nuovo governo, si svolge mentre è in corso un’escalation della violenza da parte della guerriglia, che ha provocato la morte di oltre seicento persone nell’ultimo mese. «L’operazione è cominciata oggi, le truppe bloccheranno tutte le vie d’accesso a Bagdad per impedire che i terroristi conducano attività nella capitale. È un giro di vite sull’infrastruttura del terrorismo», ha detto a Reuters il funzionario. I ministri iracheni della Difesa e dell’Interno hanno annunciato la scorsa settimana che all’operazione avrebbero partecipato truppe irachene, passando al setaccio la capitale quartiere per quartiere alla ricerca degli insorti, dei combattenti stranieri e dei nascondigli d’armi.
Quella di ieri è stata comunque una giornata di sangue in Irak, con almeno 17 vittime provocate da diverse azioni terroristiche. Nella più grave, poco prima dell’alba, sono rimasti uccisi in un attacco a sorpresa della guerriglia a 20 chilometri da Bagdad nove soldati dell’esercito iracheno.
Infine, le ultime notizie sulla sorte di Abu Nisab al Zarqawi, il capo di Al Qaida in Irak che sarebbe stato ferito dagli americani e si sarebbe rifugiato «in un Paese vicino». Il ministero degli Esteri iraniano ha smentito ieri quanto scritto dal britannico Sunday Times, secondo cui il ricercatissimo terrorista si troverebbe in Iran. «Tutto è trasparente in Iran - ha detto un portavoce - e nulla può essere tenuto nascosto. Si tratta solo di notizie false». La sezione irachena di Al Qaida ha fatto sapere che in ogni caso Zarqawi ha in programma di intensificare le azioni terroristiche per rispondere all’iniziativa militare del governo.