Controllati 40 negozi e sequestrati quintali di prodotti alimentari malconservati o a rischio

L’operazione Lanterne rosse 2 si è accesa ieri su Roma. Dopo gli ottimi riscontri avuti a Napoli, anche nella capitale più di cento uomini tra membri del Corpo forestale dello Stato, ispettori annonari del Comune e delle Asl, hanno setacciato negozi, magazzini e ristoranti gestiti da cinesi e asiatici. Sono stati oltre 40 i locali controllati nel rione Esquilino, dove si è concentrato il grosso delle forze in campo, e la periferia romana, in particolar modo la Casilina e la Prenestina.
Centinaia di confezioni di biscotti e prodotti dolciari preparati con latte in polvere sono stati sequestrati e, a breve, verranno sottoposti ad analisi accurate per verificare la presenza di melammina, sostanza tossica utilizzata per produrre la plastica, che molte nubi ha fatto addensare sul «made in China». Inoltre sono state trovate centinaia di lattine di the al latte e quintali di derrate senza regolare etichettatura in lingua italiana, prive inoltre delle indicazioni necessarie per la tracciatura.
Non finisce qui, l’elenco è ancora lungo: quintali di generi alimentari erano conservati in cattive condizioni igienico-sanitarie, in celle frigorifere fatiscenti e malcurate. C’erano pasta, farina e zampe di pollo: di queste ultime in particolare l’importazione è vietata per il rischio di trasmissione di influenza aviaria. «Altri prodotti contenevano parti di flora e fauna protette, c'erano poi preparati di medicina tradizionale cinese con Saussurea, una pianta in via d'estinzione, cerotti e medicamenti realizzati con ossa, denti e parti di leopardo o tigri", ci spiega Laura Catalano, sovrintendente del Cites, il servizio che si occupa di far rispettare la Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie in pericolo. Diverse decine le persone di nazionalità cinese denunciate a vario titolo per violazione delle norme.
Molto contento degli esiti dell'operazione si è detto Lamberto Anfolsi Schiavitti, vicequestore aggiunto della Forestale, che ha ricordato come il "controllo sull'agroalimentare sia una prerogativa del Corpo". Soddisfatto anche il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, che ha riaffermato la volontà di "proseguire sulla strada della tolleranza zero contro frodi, sofisticazioni e agropiraterie, che mettono in pericolo la salute delle nostre famiglie".