Controlli dei ghisa: ubriaco un fermato su tre

De Corato: «Chi alza il gomito e si mette alla guida è un delinquente»

Un bicchiere di troppo e poi via, al volante. Come niente fosse. Senza pensare che può costare il ritiro della patente di guida o peggio ancora un incidente stradale. L’errore di bere prima di mettersi alla guida è molto più diffuso tra i milanesi di quanto si possa pensare. Accomuna addirittura circa un guidatore su tre tra quelli fermati ai posti di blocco.
Lo dicono le cifre sui controlli realizzati dal servizio Radiomobile e dai vari comandi di zona dei vigili urbani nei mesi di maggio e giugno. Numeri da emergenza, appunto: su 788 conducenti sottoposti all’alcol test, ben 238 sono risultati positivi e quindi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Siamo al di sopra del 30 per cento sul totale degli accertamenti. E 29 di questi 238 sono rimasti coinvolti in incidenti stradali. I controlli sono avvenuti durante l’arco di tutta la settimana, ma con ritmo più serrato nei weekend.
«Chi alza il gomito e si mette alla guida, attua un comportamento delinquenziale e inqualificabile, che mette a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini - commenta duramente il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato -. Dunque merita una severa punizione».
Punizione che, grazie al giro di vite introdotto dal decreto sicurezza del governo Berlusconi, ora prevede anche la confisca del veicolo in caso di condanna definitiva. Ecco perché nei primi 15 giorni di luglio per dodici delle 44 persone risultate positive all’alcol test il giudice ha disposto il sequestro preventivo del mezzo (sei auto, tre moto e tre ciclomotori). «Quella del governo è una misura di rigore che mi auguro possa contribuire a ridurre questo fenomeno», sottolinea De Corato.
Scalpore desta anche il dato sui cittadini extracomunitari ubriachi al volante. Sui 238 positivi all’alcol test in maggio e giugno, 122 erano extracomunitari. Più del 50 per cento.
«Una cifra significativa che conferma precedenti studi che avevano evidenziato come problemi di questa natura riguardassero soprattutto alcune comunità, principalmente sudamericane», dice De Corato.