Controlli fiscali ai pirati del posteggio

Il Comune denuncerà all’Agenzia delle entrate chi parcheggia sugli spazi dei disabili

La giunta Pisapia ci va giù pesante con i provvedimenti. E decide di punire con un controllo fiscale chi parcheggia abusivamente nei posti auto per i disabili. Non bastano la multa, la rimozione dell’auto, il pagamento del deposito e i due punti in meno sulla patente. Ora scatterà anche una verifica su tasse e pagamenti, spauracchio che suona tanto come minaccia. La proposta degli assessori Pierfrancesco Maran e Marco Granelli prevede che i vigili risalgano dalla targa dell’auto al proprietario e procedano a un accertamento all’agenzia delle entrate. Per carità, il diritto dei disabili a un parcheggio è sacrosanto ma viene qualche dubbio sulle modalità della doppia punizione. Si accavallano infatti due ambiti ben distinti: quello del Codice della strada e quello di competenza delle Agenzie delle entrate, cioè i controlli sul pagamento delle tasse. Cioè, si punisce un reato della strada con strumenti che vanno ben oltre le multe o le sospensioni della patente. A manifestare qualche perlessità sono gli stessi disabili. «Qualsiasi decisione serva a correggere i comportamenti incivili è ben accetta - spiega Fluvio Santagostini a nome della Ledha - ma francamente questa proposta mi lascia un po’ perplesso dal punto di vista legale e temo che provochi parecchi ricorsi». Idem il giudice di pace Vito Dattolico: «Il codice della strada e i controlli dell’agenzia dell’entrare non c’entrano nulla, sono due ambiti ben distinti.

Certo è che il Fisco per i controlli può utilizzare qualsiasi strumento ritenga idoneo. Il provvedimento rientra nelle facoltà che il governo ha concesso ai Comuni per le verifiche fiscali. Per ora siamo nell’ambito delle ipotesi e di sicuro il controllo è un disincentivo forte». Un disincentivo che tuttavia rischia di aggravare la situazione ricorsi e di sommergere ancor di più le scrivanie del giudice di pace, già stracolme di contestazioni alle multe. La giunta Pisapia va dritta per la sua strada e segue il modello di Londra, dove il provvedimento si è rivelato un toccasana per risolvere il problema dei parcheggi dei disabili. «La verifica presso l’agenzia delle Entrate - spiega Maran - sarà un ulteriore e decisivo disincentivo verso questa odiosa infrazione». «Siamo pronti a scommettere - annuncia l’assessore alla Mobilità, assieme al collega Granelli - che nel giro di pochi mesi il numero delle multe non sarà più così alto». La proposta verrà articolata meglio nelle prossime settimane. Se i «mezzi» suscitano qualche perplessità, il «fine», quello sì, è più che nobile. Si punta a correggere un brutto e incivile vizio che a Milano riguarda oltre 10mila furbetti. Sono tanti infatti i trasgressori che hanno lasciato l’auto abusivamente in uno dei 4mila parcheggi riservati ai portatori di handicap (di cui 2.700 generici e oltre 1.300 personalizzati). Solo nei primi sei mesi del 2011 le multe sono state 5.474, un numero drasticamente alto. Franco Bomprezzi, consulente della giunta Pisapia sui problemi dei disabili, fa anche un’altra considerazione: «Nei posti riservati ai disabili ci sono spesso macchine grosse, alte e scomode. Soprattutto Suv. Macchine che difficilmente possono essere guidate da disabili o anche solo trasportare disabili o anziani non autosufficienti. Quindi, o è un abuso oppure segno che il contrassegno per disabili viene usato per altri scopi». Bomprezzi fa anche notare che, in base ad alcuni studi, è stato trovato un nesso tra chi non rispetta i disabili e chi trasgredisce dal punto di vista fiscale: «In tanti casi - spiega - si tratta di persone che hanno un senso civico estremamente basso». Dal provvedimento resta esclusa una categoria: quella dei parenti o degli amici dei disabili che utilizzando l’auto con il contrassegno senza averne diritto. In questo caso non c’è altra via che il controllo in flagrante.