Controlli sui giganti del «brik»

L’inchiesta è partita da un controllo in una cantina di Veronella, in provincia di Verona. La stessa azienda era già stata nel mirino, 22 anni fa, dell’inchiesta sul vino killer al metanolo. Ma non è tanto il vino adulterato trovato in quella cantina a preoccupare la procura di Verona che conduce l’inchiesta, ipotizzando addirittura l’associazione a delinquere tra alcuni produttori enologici del Nord Italia. La vera questione scottante, è capire se il mosto adulterato sia finito anche negli stabilimenti di alcuni colossi del vino in cartone, la cui produzione finisce sugli scaffali di centinaia di supermercati in tutta Italia e all’estero. Su questo punto sarebbero in corso gli accertamenti della Procura di Verona decisivi per capire la portata dello scandalo.