Controlli sui mimi, i vigili fanno il bis

L’hanno fatto di nuovo. Nonostante avesse il permesso. Nonostante l’ira funesta del sindaco Letizia Moratti che ha criticato con forza l’eccesso di zelo della polizia locale nel far rispettare il regolamento comunale del 2000 sugli artisti di strada. Protagonista di questa kafkiana vicenda un mimo romeno diventato tutto a un tratto oggetto di attenzione dei vigili milanesi. Ieri mattina, alle 12,15, la «statua vivente» che lavora in corso Vittorio Emanuele è stata controllata di nuovo. Anche questa volta aveva il permesso e l’ha mostrato ai due agenti che non hanno potuto far altro che constatare la regolarità della situazione.
E dire che anche venerdì scorso il giovane artista aveva il permesso e l’aveva mostrato al Plotone d’onore del corpo di polizia municipale, che gli aveva inflitto comunque 100 euro di multa. La sua colpa? Esercitare la professione dieci minuti prima dell’orario consentito e qualche metro più in là rispetto al posto assegnatogli. Il sole batteva proprio lì. Lui si era spostato per non sciogliersi insieme al cerone sotto i raggi. A Letizia Moratti non è piaciuto l’eccesso di zelo dei suoi vigili: «Vadano a controllare i cantieri e le case abusive. Questo ragazzo aveva iniziato il suo lavoro dieci minuti prima dell’orario imposto dal regolamento comunale del 2000. Un regolamento mai applicato e messo in funzione con un ordine di servizio che affida a 18 vigili il controllo quotidiano degli artisti di strada. È una follia. Sarebbe molto più utile che andassero a controllare i cantieri. Inoltre, multare quel ragazzo che lavora onestamente è privo di senso. Vuol dire spingerlo a fare altre cose». Non solo la Moratti aveva anche deciso di pagare la multa per il mimo.
Ieri il sindaco ha ribadito il concetto: «Abbiamo verificato quello che è successo e si è trattato di un’applicazione troppo rigorosa del rispetto del regolamento. La violazione c’è stata e tuttavia ritengo che in certe situazioni occorra maggior sensibilità perché oggi le priorità sono altre».
Furibonda la replica del Sulpm, sindacato dei vigili milanesi: «Appare sconcertante che il sindaco, invece di difendere le donne e gli uomini della polizia locale non perda occasione di delegittimarli di fronte all’opinione pubblica». Rincara la dose Roberto Miglio, delegato Csa: «Si mormora che il sindaco voglia sostituire il comandante dei vigili, ma non usi gli agenti come armi di un eventuale scontro».