Controlli sui polli importati dai Rom

Giuseppe Taccini

Molti lo sospettavano, altri facevano gli scongiuri affinché non accadesse, a tanti altri non passava neppure per la testa. Fatto sta che, a prescindere dalle aspettative di ognuno, il pollame proveniente dalla Romania è già sbarcato, clandestinamente, nei quartieri della Capitale.
A trasportarlo, a bordo di automobili private, sono stati, e continuano a farlo, gli appartenenti alla comunità nomade stanziata nei numerosi accampamenti, abusivi e non, che albergano nella città di Roma.
Fino ad oggi, l’unico caso esploso all’attenzione delle autorità competenti è quello del campo nomadi di via di Villa Troili «ex caserma Bellosguardo», sito nel quartiere della Vignaccia, a due passi dall’Aurelia Antica. Ma potrebbero venire alla luce anche altri casi.
L’allarme è scattato su segnalazione di numerosi cittadini che hanno denunciato la presenza nell’accampamento, che doveva essere «provvisorio» e che invece fa sentire la sua ingombrante presenza dall’agosto del 2001, di polli e anatre importate, come detto, dai nomadi di cittadinanza romena a bordo di vetture private.
Se non era per il consigliere di An del XV Municipio, Fabrizio Santori, chissà quanto tempo sarebbe passato prima di far scattare l’allerta. Invece il solerte esponente politico si è preso la briga di sollevare la questione sia ai carabinieri del Nas (il Nucleo antisofisticazioni) che alla Asl Roma D, sollecitando un urgente sopralluogo sul posto per verificare come stessero esattamente le cose e soprattutto se si trattasse di pollame infetto.
«Non vorremmo creare allarmismi inutili, considerata la grave situazione di emergenza e il livello di attenzione sul virus letale H5N1 dell’influenza aviaria - tiene a precisare Santori - ma considero opportuno adottare tutte le precauzioni possibili».
Nessuna caccia alle streghe, dunque, semmai si tratta di mettere in campo una buona dose di prudenza che in casi come questi, dove l’incertezza regna sovrana, non è mai troppa. Tanto più che lo smisurato estendersi del campo nomadi ha reso la situazione ancora più incontrollabile dal punto di vista igienico-sanitario.
«Mi sono recato assieme al coordinamento dei comitati di quartiere della zona dai Nas dei Carabinieri per denunciare la fortissima presenza di volatili nel campo nomadi adiacente a numerose abitazioni - sottolinea il consigliere municipale di An - La comunità rom di origine rumena in questi ultimi mesi si è estesa a macchia d’olio nei dintorni dello stanziamento attrezzato dal Campidoglio e la situazione è diventata incontrollabile». Inizialmente erano stati autorizzate dal Comune ad abitare all’interno della struttura soltanto centocinquantasei persone.
Tuttavia la comunità nel corso degli anni, si è allargata a dismisura. Al momento, si è in attesa dei risultati del sopralluogo effettuato dai veterinari della Asl Rm/D e dai vigili urbani, finalizzato a verificare lo stato di salute dei volatili. Nella speranza che l'intera vicenda si riduca al classico “tutto fumo e niente arrosto”. Ma fare una previsione sarebbe quantomeno azzardato.