"Controlli sui prezzi Così l’Antitrust smaschererà i furbi"

Il ministro dell’Istruzione Gelmini: "I rincari? Basta con gli stratagemmi"

Sembra una polemica agostana, rincari di pasta e pane e anche dei libri, come ogni anno. Ma il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, non ci sta a liquidare tutto in una battuta di fine estate. «Sento moltissimo l’argomento prezzi dei libri per le famiglie ed è da marzo scorso che sono al lavoro per contenere i rincari. Ho contrattato con gli editori, ho sensibilizzato educatori e dirigenti scolastici e ho cercato di trovare formule vincenti. E devo dire che l’80% delle scuole ha rispettato il tetto di spesa per contenere il caro libri. Mentre non ci sono scusanti per chi ha sforato, quegli istituti saranno sanzionati». Il ministro parla anche degli insegnanti. «Al Sud - dice - alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana. In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti».
Allora ministro i prezzi dei libri sono ancora alti.
«Ben venga dunque il monitoraggio dell’Antitrust sui prezzi di copertina. Così vedremo se gli editori hanno rispettato gli impegni presi con il ministero».
Che tipo di impegni?
«Aumento sotto il tasso di inflazione dei prezzi e non rieditare i testi laddove non è necessario».
Qualcuno abbellisce solo la copertina e ritocca il prezzo all’insù?
«Questo stratagemma esiste. E io invito tutti gli editori a non abusare della riedizione. Le materie sono le stesse da molti anni e questi ritocchi non sono spiegabili».
Ma gli editori si lamentano dei controlli e dicono che gli accordi sui libri sono stati presi per il 2009.
«Solo per le superiori. Per le altre scuole l’accordo con loro c’è da tempo e va rispettato. Non si tratta di criminalizzare nessuno, ma l’Aie non si deve lamentare dell’intervento dell’Antitrust: se gli editori hanno rispettato gli impegni non hanno nulla da temere, altrimenti l' intervento dell’Autorità di controllo è benvenuto».
La colpa dei costi dei libri però è anche delle scuole che sforano il tetto di spesa.
«Certamente. E chi non ha rispettato le regole sarà sanzionato. Però le scuole fuori budget sono circa il 20%. Mentre otto su dieci sono in regola o hanno sforato di pochissimo, non più del dieci per cento della spesa complessiva. E poi non dimentichiamoci che da quest’anno il tetto di spesa è stato fissato anche per le superiori. E questo non era mai stato fatto prima».
Ma una famiglia spende fino a 500 euro per i libri scolastici.
«Mi rendo conto che la spesa è pesante. Ed è giusto che il ministero si impegni a contenere i costi. Ma quella per i libri è una spesa più vicina a un investimento. I libri non sono uno strumento usa e getta come le ricariche dei telefonini, sono uno strumento educativo. I genitori devono essere consapevoli di questo».
Anche quando vanno a comprare il corredo scolastico?
«Molti genitori acquistano perfino matite e quaderni griffati per i loro figli. Una scelta che ritengo non educativa ma solo dispendiosa. Loro sono liberi di comprare quello che vogliono, poi però non devono lamentarsi quando vanno a pagare il conto».
I librai chiedono la defiscalizzazione della spesa per i libri.
«Sarebbe una bella iniziativa. Però, attualmente, le condizioni dello Stato non lo consentono. Siamo in un momento di ristrettezza economica. E spetta innanzitutto agli editori contenere i costi»