Controlliamo il nostro respiro

Le malattie dell'apparato respiratorio rappresentano in Italia la terza causa di morte. Sono 35mila le persone che ogni anno perdano la vita a causa di problemi dell'apparato respiratorio, ben il 6,5% di tutti i decessi registrati. Il tasso d'incidenza di questa emergenza sanitaria preoccupa tutti i pneumologi che si sono riuniti a Roma per il convegno nazionale organizzato - in occasione della Giornata Mondiale della Spirometria - dall' Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo)e dalla Società italiana di medicina respiratoria (Simer). Tra gli obiettivi fornire informazioni sull'importanza della diagnosi pneumologica mediante esame spirometrico. I disturbi più frequenti del sistema respiratorio vengono erroneamente sottovalutati dalle persone che ne soffrono. Dietro sintomi quali tosse cronica, catarro, difficoltà respiratoria e frequenti bronchiti, si possono celare malattie che, se non diagnosticate e curate in tempo, possono provocare conseguenze rischiose per la salute. La superficialità va bandita.
Tra i disturbi respiratori più diffusi, l'asma colpisce oltre cinque milioni di italiani e si conferma quale malattia cronica più diffusa nell'infanzia. Sono 2,5 milioni i cittadini che soffrono invece di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)), quarta causa di morte in Italia, un fenomeno che, a livello globale, risulta ancora più grave, collocando le malattie respiratorie al secondo posto nel mondo tra le cause di decesso. Concorrono ad aggravare ulteriormente questo preoccupante scenario le previsioni degli specialisti, secondo i quali la prevalenza di tali patologie è destinata ad aumentare a causa di vari fattori, tra cui i poco corretti stili di vita ed alcune abitudini nocive, soprattutto la cattiva alimentazione e il fumo di sigaretta, le gravi conseguenze che derivano da una diagnosi tardiva e il costante processo d'invecchiamento della popolazione italiana.
Secondo quanto emerge dai dati italiani estratti dalle schede di dimissione ospedaliera, nel 2010 si sono registrati 585.542 ricoveri per malattie respiratorie, di cui l'8,5% dovuti a tumore polmonare, il 9,1% ad asma e bronchite e l'11,5% a Bpco. Secondo i dati dello European Mortality Database (MDB), gestito dall'ufficio per l'Europa dell'OMS, emerge che nell'ultimo decennio si è registrata una riduzione dei tassi di mortalità per le malattie respiratorie, quali il tumore polmonare (laringe, trachea, bronchi e polmoni), le malattie croniche delle vie aeree inferiori (bronchite, enfisema, asma) e l'asma, a livello europeo e a livello italiano.
É con l'obiettivo di contribuire ad una sempre maggiore diffusione dell'informazione su un tema, quello delle malattie respiratorie, troppo spesso sottovalutato, che è stato promosso il «Mese della Spirometria», i cittadini hanno la possibilità di sottoporsi ad esami spirometrici gratuiti presso numerosi Centri specializzati della Penisola per un riscontro specifico sulla salute dei propri polmoni. «La probabilità di essere colpiti da patologie polmonari è correlata a numerosi aspetti tra i quali età, abitudine al fumo, condizioni ambientali, esposizione lavorativa a polveri, sostanze chimiche, gas e vicinanza dell'abitazione a fonti di inquinamento atmosferico», afferma il professor Giuseppe Di Maria, presidente Simer. «Di fronte a patologie di natura multifattoriale, appare quindi ancora più significativa l'adozione di uno strumento come la Roadmap Respiratoria Europea, sistema in grado di favorire lo scambio di proposte e soluzioni utili a fronteggiare questo dilagante fenomeno, mediante il costante confronto tra gli specialisti europei in ambito respiratorio».
Un dato allarmante: una malattia delle vie aeree viene diagnosticata, in media, soltanto nella sesta decade della vita di un individuo, dopo i 50 anni, quando la funzione respiratoria della persona è già in buona parte compromessa. Con la spirometria si può facilitare una diagnosi corretta e tempestiva.