Controllo immigrazioneGheddafi non c'è piùma la Libia batte cassa

Il ministro dell’Interno libico chiede aiuto all’Europa e ai paesi confinanti nella gestione del flusso migratorio

Gheddafi non c'è più ma la Tripoli torna a battere cassa. La Libia, ha detto il ministro dell’Interno Fawzi Abdelali, non sarà la guardia di frontiera dell’Europa contro l’immigrazione clandestina, "anche se volesse non potrebbe e ha bisogno di molti mezzi per controllare (l’immigrazione, ndr)". Il ministro ha chiesto aiuto all’Europa e ai paesi vicini per fare fronte al flusso di immigrati. In particolare Abdelali ha chiesto un contributo per ristrutturare 19 centri di detenzione e per allestire un efficace sistema di sorveglianza delle frontiere.

Il ripensamento del ministro

Lo scorso dicembre in una conferenza stampa il ministro Abdelali aveva detto che il nuovo governo avrebbe affrontato il fenomeno dell'immigrazione clandestina in modo diverso da Gheddafi, riconoscendo che in precedenza l'immigrazione era "stata un mezzo di pressione utilizzato dall'ex regime nei confronti dell'Europa".

Truffe alle spalle degli immigrati

In quei giorni al porto di Tripoli erano state fermate 420 persone (etiopi, nigeriani, ivoriani e ghanesi). Molti degli immigrati, tra l'altro, avevano raccontato di essere rimaste vittime di una ''truffa'', parlando di una ''messa in scena'' organizzata dai libici per rubare loro i soldi. I clandestini avevano pagato fra i 1.000 e i 1.500 dollari a testa per il viaggio.