Un controllo per prevenire il cancro alla prostata

Fabrizio Graffione

Il sette per cento dei genovesi è ad alto rischio di cancro alla prostata, il quattordici è a medio rischio, il settantanove per cento è a basso rischio. Sui 1067 pazienti visitati dal reparto urologia dell'Ist, si è scoperto che sei avevano il tumore maligno e sono stati operati, con successo, dall'equipe del San Martino.
I risultati sono frutto del programma prostatacheck realizzato dagli studiosi coordinati dal direttore di Urologia dell'Ist, Paolo Puppo; programma che è stato iniziato nel gennaio scorso e terminerà a fine anno.
«Lo studio - dice l'esperto dell'Istituto tumori - è stato per la prima volta avviato nella nostra città e ha avuto una risposta notevole da parte dei pazienti. E' costato circa centomila euro e abbiamo intenzione di portarlo avanti regolarmente nei prossimi anni con fondi regionali. Per l'anno prossimo il budget dovrebbe costare circa il trenta per cento in meno rispetto al 2005. Il nostro obiettivo è proprio quello di monitorare l'evoluzione del tumore alla prostata nei pazienti nel corso degli anni. Sarebbe il primo studio del genere, praticamente a livello mondiale, perchè, dopo la fotografia iniziale dei pazienti, che altri istituti hanno realizzato sia in Italia, Europa e Stati Uniti, manca sul campo una verifica a lungo termine. Si parla di dieci anni e oltre. In sostanza Genova è una città ideale per questo tipo di studio perchè ha una popolazione abbastanza stanziale. I mille pazienti visitati, inoltre, hanno dimostrato il loro interesse a sottoporsi a regolari controlli anche in futuro. Dovremo quindi riuscire a monitorare il nostro campione di pazienti in modo tale da vedere come si evolve il tumore. Così si riuscirà ad avere risposte finora ipotizzate nel settore del tumore alla prostata».
Lo studio continua fino a dicembre e chi vuole sottoporsi alle visite basta che telefoni al numero 010.5600200 lasciando un messaggio. La segreteria raccoglie le richieste e gli addetti dell'Ist telefonano a casa. Ci vuole un paio di mesi per il primo appuntamento. La visita, che dura una mezz'ora, prevede tre controlli in uno. Prima c'è il prelievo del sangue e la verifica dei parametri Psa, poi l'esplorazione rettale da parte dell'urologo, quindi l'ecografia. Se c'è qualcosa che non va, allora il paziente viene sottoposto anche a biopsia.
«Consiglio a tutti gli uomini di oltre 45 anni - continua Puppo - di sottoporsi ai controlli almeno una volta e di ripeterli, se tutto va bene, ogni due o tre anni. Per chi invece ha dei problemi, occorre un attento monitoraggio con i controlli da realizzare secondo quanto previsto dall'urologo. Oggi è possibile guarire di tumore alla prostata, anche maligno, se il cancro viene individuato in tempo utile per intervenire chirurgicamente. Il decorso non è solitamente veloce e quindi bastano i controlli per evitare il peggio. Un altro fattore che generalmente è tenuto in considerazione dall'urologo è pure la familiarità. In sostanza, la presenza del tumore alla prostata nel genitore o altro parente del paziente».
L'età dei soggetti che hanno partecipato al programma prostatacheck è fra i quarantacinque e i sessantasei anni. L'età media è di cinquantasei anni. Quasi il novanta per cento ha saputo dell'iniziativa dell'Ist grazie a televisioni e giornali. La maggior parte ha utilizzato il telefono per prenotare la visita. In quasi settecento hanno provveduto personalmente, ma in un centinaio di casi ci ha pensato la moglie.