Il controllo del proprio respiro evita le broncopatie croniche

Gianni Mozzo

L’Associazione italiana pneumologi ospedalieri ha lanciato una campagna di prevenzione dal titolo suggestivo («Riprendiamo fiato») per richiamare l’attenzione di tutti gli italiani sulla necessità di mantenere integro l’apparato respiratorio. La campagna è partita da Milano, dove più di duecento persone si sono sottoposte - in piazza Duomo - a un esame spirometrico gratuito. Il più giovane di questi soggetti aveva 12 anni.
Tutti hanno «misurato» il proprio respiro. In centoquaranta dei duecento milanesi visitati, gli specialisti hanno trovato segni evidenti di una patologia respiratoria, in altri venti qualche ritardo («fiato corto»). Nessuno dei cittadini sottoposti a spirometria aveva mai controllato il proprio respiro.
Il professor Sandro Amaducci, primario all’ospedale San Carlo di Milano e segretario generale dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri ha sottolineato l’importanza della spirometria ai fini d’una diagnosi tempestiva e quindi di un’adeguata terapia. «Conoscere subito la presenza d’una patologia come la broncopatia cronica ostruttiva - ha detto - evita complicazioni gravi, che possono portare all’invalidità».
La spirometria è uno degli esami diagnostici più semplici, brevi e indolore. Fornisce subito la «fotografia» della funzionalità respiratoria in base alle inspirazioni ed alle espirazioni del soggetto esaminato. Si tratta di un esame utile sempre, utilissimo dopo i cinquant’anni, quando gli organi preposti alla respirazione cominciano a logorarsi. Dall’esperienza milanese (che verrà presto ripetuta in altre città) è arrivata la conferma che il fumo di sigaretta è la causa principale dell’ostruzione broncopolmonare; ma esistono altri fattori - ambientali o costituzionali - che possono complicare il respiro. La spirometria dà, caso per caso, la risposta giusta. È giusto adottare criteri di prevenzione.