Il controllo della stampa

Il fenomeno che si è determinato è stato la generalizzazione e la moltiplicazione dei «giornali-partito», che però non sono come quelli tradizionali l’espressione di filoni di pensiero radicati nella società italiana ma solo gli strumenti di difesa degli interessi dei gruppi industriali, finanziari e bancari che controllano i pacchetti azionari dei giornali stessi. L’esempio più eclatante è quello del Corriere della Sera, quello più significativo è invece l’esempio del Sole 24 ore, il giornale della Confindustria diventato organo di battaglia del gruppo egemone dell’associazione degli industriali italiani. (...) Il caso Unipol e quello della scalata alla Rcs sono fin troppo indicativi delle modificazioni in atto e di quanto potrà avvenire nel corso della prossima legislatura. A partire dalla stessa Rai che, dopo essere stata lo specchio del trionfo della politica su ogni altro potere, potrebbe diventare lo specchio della vittoria dell’economia, della finanza e delle banche sulla politica e sulle istituzioni. Non va dimenticato, a questo proposito, che il tema della privatizzazione del servizio pubblico è destinato a diventare il nuovo terreno di scontro tra politica ed economia, tra partiti e «poteri forti». E che la battaglia per l’ingresso nella Rai di questi «poteri forti» (o, se vogliamo, lo smembramento della Rai a vantaggio di componenti del patto di sindacato Rcs, di Carlo De Benedetti, di Franco Caltagirone e via di seguito) rischia di diventare più accesa e più dirompente di quella sulla Bnl o sulla scalata fallita al Corriere della Sera.