Contromisure: Sgarbi e Fidanza divisi dagli ultrà

La repressione come unica misura contenitiva. Il coinvolgimento e la responsabilizzazione come rimedio. Due opposte vedute sul fenomeno della violenza negli stadi dividono Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di palazzo Marino e Carlo Fidanza, capogruppo di An in consiglio comunale.
Secondo Sgarbi «in casi così estremi le misure repressive sono l’unica possibilità di contenere il male. È impossibile agire con la prevenzione perché in ogni caso non si riuscirebbe a estirpare la radice profonda di odio e di rivalsa che anima queste persone».
«La repressione non è soluzione - replica Carlo Fidanza - bisogna coinvolgere le tifoserie. Dopo moltissimi anni trascorsi in curva posso dire di essermi fatto un’idea abbastanza chiara. Il modello inglese che da più parti si invoca rischia di essere soltanto fumo negli occhi. Il Football Dosorder Bill ha sicuramente debellato la violenza all’interno degli stadi, ma il fenomeno si è spostato all’esterno. Invece che invocare la tolleranza zero, risposta che sa di emotività, bisogna lavorare sul coinvolgimento del tifo organizzato nella gestione dell’ordine pubblico allo stadio, magari affidando agli stessi gruppi il servizio steward. Coinvolgere gli ultras vuol dire responsabilizzarli, colpire indiscriminatamente vuol dire alimentare le frange più controllabili».