La contromossa di Alitalia: pesare di più in Air France

Roberto Colaninno, presidente di Alitalia, ieri ha risposto correttamente a una domanda sul futuro della compagnia: «Prima approviamo il piano industriale, poi gli azionisti faranno le loro riflessioni». Si tratta di tematiche diverse: una attiene alla gestione, per la quale il presidente si è detto «soddisfatto» e che ha «centrato l'obiettivo del pareggio operativo di bilancio». L’altra attiene al capitale e all’azionariato: i «patrioti» che nel 2008 si impegnarono per il mantenimento in Italia della compagnia, hanno tempo fino al 2013 per decidere che cosa fare delle loro quote; fino a quel momento non le potranno vendere se non ad altri soci italiani. Scadute le clausole di lock-up si paleserà la possibilità di far confluire la compagnia nel gruppo Air France-Klm, già oggi primo socio con il 25%. La prospettiva è ancora lunga, ma il disegno, a grandi linee, è già tracciato: uno scambio di azioni tra i soci italiani di Alitalia e la holding Air France Klm, permetterà ad Alitalia di essere la terza compagnia (dopo quella francese e quella olandese) controllata al 100% dalla capogruppo. E gli azionisti italiani potrebbero a loro volta contare a monte delle società operative, nella capogruppo: e conteranno tanto di più quanto più terranno unite le quote, magari in una scatola comune; in questo caso potrebbero essere uno dei primi soci nel capitale.
Dal punto di vista operativo, il 26 ottobre il consiglio di amministrazione approverà i conti dei primi 9 mesi 2011, oltre al piano industriale per il prossimo triennio. La fisionomia di Alitalia appare - anche nell’ottica di un’integrazione con Air France - sempre più orientata sul breve-medio raggio che su quello lungo. L’occasione dell’incontro di ieri, del resto, sottolinea questo aspetto: è stato festeggiato l’arrivo a Fiumicino del primo dei 20 Embraer ordinati al costruttore brasiliano. Si tratta di aerei da 88 e 100 posti, utili proprio sulle brevi distanze.