L,A CONTROPROPOSTA

La giornata che il Pd ha passato a criticare le proposte del governo e ad annunciare che invece noi sì, ve la faremo vedere domani (e cioè oggi, in Aula), finisce con Pier Luigi Bersani il segretario che in effetti annuncia: «Noi siamo pronti con le nostre proposte, ne diremo alcune domani, altre le riserviamo per quando il governo presenterà le sue, ma davvero ci aspettiamo che domani Tremonti venga a dirci precisamente come e a carico di chi intende trovare 20 miliardi o giù di lì già dall’anno prossimo». È il nodo dei nodi, e loro la soluzione ce l’hanno, anche se non la dicono. Qualcosa emerge in serata, dal caminetto democratico. Il senso è: tagliare le spese improduttive evitando però la stangata fiscale. Come? Tanto per cominciare, attraverso il dimezzamento immediato del numero dei parlamentari, già proposta dal governo con il ritorno alla bozza Calderoli. Peccato che invece alla modifica dell’articolo 41 sulle privatizzazioni, che consentirebbe di far cassa subito, il Pd dirà no. Sì invece, dopo le voci dissonanti dei giorni scorsi, all’inserimento del pareggio di bilancio strutturale in Costituzione, con la modifica dell’articolo 81. Il tutto, sia chiaro, continuando però a insistere sulla necessità di un passo indietro da parte del premier a favore di un governo tecnico.