Contrordine compagni: il Pgt non si cancella più

Pisapia non si presenta neanche ad Assimpredil: manda Boeri. E l’architetto davanti ai costruttori fa retromarcia

Assente al dibattito Giuliano Pisapia, il contrordine compagni arriva dall’architetto Stefano Boeri. Diventato uomo di punta del Pd e spalla del candidato sindaco del centrosinistra. Molta attesa per uno degli snodi cruciali dei programmi per la Milano che verrà e la sorpresa che Boeri ci ha ripensato. «Questo Pgt non si può emendare, ma solo rifare da zero» (la Repubblica, 29 ottobre 2010, ndr), arringava i suoi attizzando le polemiche per impedire che il Piano di governo del territorio facesse tranquillamente il suo percorso in aula. «Io ritengo che il Pgt non debba essere cancellato, ma che sia uno strumento importante, utile e su cui bisognerà lavorare con grande attenzione», si è corretto ieri a quattro giorni dal voto davanti a una platea di costruttori durante un convegno organizzato da Assimpredil Ance. Anche se su «alcune questioni su cui sarà necessario aprire una fase veloce e intensa di riflessione». Una retromarcia per conquistarsi la platea degli imprenditori che adesso andrà fatta digerire all’ala dura della sua coalizione. Ben poco intenzionata ad accettare lo strumento urbanistico creato dall’assessore Carlo Masseroli e difeso con l’elmetto dalla giunta di Letizia Moratti. Con il sindaco che spiega alla stessa platea come «il blocco» del Pgt costerebbe a Milano «centinaia di migliaia» di potenziali posti di lavoro. Perché, aggiunge, «il futuro della città si giocherà sullo sviluppo, sulla crescita e sull’occupazione che dipenderà dalle decisioni che saranno prese sul Pgt». Uno strumento urbanistico che Milano ha ottenuto dopo trent’anni. E che, secondo il sindaco, «è un volano di crescita che riqualifica aree dismesse, non consumando il territorio, ma rigenerandolo». L’accusa di un’altra colata di cemento? Sempre «anteponendo l’interesse pubblico a quello privato». Uno sviluppo che «deve sempre essere collegato ai servizi come biblioteche e asili, ma anche negozi di vicinato, verde e trasporto pubblico».
Un insieme di regole che Boeri spiega di voler modificare con una riflessione «sullo sviluppo demografico della città, sugli uffici sfitti e sulla domanda anche attraverso la costituzione di un osservatorio ad hoc». E per questo chiede un voto che consenta la «discontinuità» nell’amministrazione della città. Perequazione, indici edificatori e ambiti di trasformazione i punti sui quali Pierfrancesco Majorino dice che il centrosinistra vuole intervenire. «Tutte le scelte sono legittime - ribatte Masseroli -, ma deve essere chiaro che il Pgt o si revoca o si modifica con delle varianti. In questo caso ci vorranno quattro anni. E questo significa che ci sarà meno lavoro». Solo «un anno di ritardo», ribatte Boeri. Ma la Moratti ricorda l’iter burocratico che inevitabilmente dilaterà i tempi. Mentre il presidente di Assimpredil Claudio De Albertis ricorda come «lo sviluppo urbanistico non deve spaventare», perché «la crescita non solo economica, ma anche sociale e culturale si ha dove c’è una più forte densità abitativa».
Intanto Rete imprese che raccoglie 90mila associati del mondo dell’artigianato, commercio, turismo e servizi propone ai candidati sindaco «Dieci punti per un Patto di sviluppo». Fra cui burocrazia leggera, impegno a non aumentare la pressione fiscale, ambiente e mobilità, spinta all’innovazione, partecipazione delle imprese all’Expo e politiche per il rilancio dell’occupazione giovanile.