Contrordine compagni Il Piano regolatore ora non si cancella più

La gioiosa macchina da guerra del centrosinistra batte in testa. Ed è già pronta a cappottare alla prima curva, sulla prima scelta strategica. Quel Piano di governo del territorio voluto e difeso con l’elmetto dalla giunta Moratti. Perché è già contrordine compagni. L’architetto Stefano Boeri, spalla di Giuliano Pisapia e nuovo paladino del Pd, ci ha ripensato. «Questo Pgt non si può emendare, ma solo rifare da zero», stava scritto nel giornale amico Repubblica il 29 ottobre quando arringava i suoi attizzando le polemiche per impedire che il Pgt facesse tranquillamente il suo percorso in aula. Con gli applausi e l’appoggio di Basilio Rizzo, lo storico esponente della sinistra più radicale che per mesi ha fatto le barricate. E che ora difficilmente potrà accettare la nova posizione di Pisapia. «Io ritengo che il Pgt non debba essere cancellato» si è corretto ieri, non a caso a soli quattro giorno dal voto, davanti alla platea dei costruttori durante un convegno organizzato da Assimpredil Ance. Anche se su «alcune questioni su cui sarà necessario aprire una fase veloce e intensa di riflessione». Con il sindaco che spiega come «il blocco» del Pgt costerebbe a Milano «centinaia di migliaia» di potenziali posti di lavoro. Perché, aggiunge, «il futuro della città si giocherà sullo sviluppo, sulla crescita e sull’occupazione che dipenderà dalle decisioni che saranno prese sul Pgt». E Masseroli che sottolinea la «posizione dirigista e centralista della coalizione di Pisapia» in materia di sviluppo urbanistico della città. «Tutte le scelte sono legittime - ribatte Masseroli -, ma deve essere chiaro che il Pgt o si revoca o si modifica con delle varianti. In questo caso ci vorranno altri quattro anni. E questo significa Meno lavoro».