Il contrordine del compagno Penati: «Stop agli sgomberi dei campi rom»

Guerra (Comunisti italiani) rivela le «magie» del presidente al vertice di maggioranza di ieri

Udite, udite: Filippo Penati «non condivide» la politica degli sgomberi ed è pure «contrario» al ricorso ai Cpt. Sì, avete letto bene: il presidente della Provincia fa dietrofont sulla questione rom. Ma, attenzione, lo fa nel chiuso di un vertice con i compagni della sua maggioranza.
Lo rivela Luca Guerra, capogruppo provinciale dei Comunisti italiani, che merita un grazie per nome e per conto dei milanesi imbambolati dal travestimento dell’inquilino di Palazzo Isimbardi. «Nel vertice di maggioranza, il presidente fa fatto una serie di considerazioni che condivido. Ci ha detto che non sostiene la politica degli sgomberi e che è contrario al ricorso ai Cpt. Sforzo che apprezziamo». Naturalmente, Guerra spera che sulla poltrona del presidente della Provincia non fosse seduto il suo sosia: «Me lo chiedo se fosse un sosia perché le sue considerazioni cozzano contro quelle che ha rilasciato negli ultimi giorni». Comunque, giusto per non sbagliare, Guerra definisce «insufficiente» l’incontro di maggioranza ovvero non si fida del Penati in versione double-face. Che, tra l’altro, adesso reclama persino «le primarie per le prossime provinciali» - «la scelta del candidato deve essere compiuta dagli elettori» - pur sapendo che, lui, è l’unico candidato in corsa perché costretto da quella logica di veti e controveti tra Ds e Margherita sia a livello nazionale che regionale e provinciale. Dettaglio, quelle delle primarie, che al vertice non si è neppure sfiorato per evitare di rendere ancor più incandescente il confronto. Un faccia a faccia del presidente con i capigruppo aggiornato a mercoledì, dopo il consiglio che affronterà il tema rom. «E per quell’appuntamento attendiamo un testo scritto» avverte Nello Patta (Rifondazione). Come dire: nero su bianco non può raggirarci.
«Non si fidano più del presidente» chiosa Giovanni De Nicola (An). E non potrebbe essere altrimenti: «Ormai è in conflitto anche con se stesso. Nel 2005 progettava 40 villaggi rom da spalmare in provincia, modello “unico in Europa” e oggi chiede “zero campi”» commentano da Palazzo Marino. Anzi, il presidente è già oltre la tolleranza zero ma senza sgomberi. Misteri da mister Zelig più che da sciur Penati.
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