Contrordine di D’Alema: giudici cattivi

Lo «spettacolo indecente» della diffusione delle intercettazioni «è un reato e mi aspetto che qualcuno venga perseguito» perché in Italia c’è «l’obbligatorietà dell’azione penale». È l’accusa lanciata ai microfoni del Tg5 dal vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema che ha parlato dei passaggi delle telefonate tra avvocati e giornalisti come di «una specie di suk arabo». «Per un moralista cominciare a fare la morale agli altri commettendo un reato non è granché - spiega D’Alema - è uno spettacolo indecente ed è avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura. Io sono stato processato per una battuta ironica».