Contrordine: l’astrologia è seria, anzi sacra

Gli italiani che nella loro vita hanno consultato almeno una volta maghi e astrologi sono undici milioni. E molti di più quelli che quotidianamente leggono l’oroscopo. Non solo: i libri pubblicati ogni anno sul tema astrologia&affini sono cinque volte quelli dedicati all’astronomia. E provate a chiedere all’«uomo della strada» o al telespettatore medio il nome di un astrologo e quello di un astronomo: chi credete che sia la categoria più conosciuta?
Eppure, anche se consumata avidamente dalle «masse», la (pseudo)scienza delle stelle è rigorosamente bandita dalle accademie e dalle chiese come ciarpame della ragione, illusione per spiriti semplici. Fino a oggi, però. Fino a quando uno spirito magno dell’intellighenzia, Vittorio Messori, non ha deciso di gridare il «Fermi tutti». In una lunga intervista sull’ultimo numero della rivista Chi, lo scrittore cattolico difende a spada tratta la tanto disprezzata e altrettanto sfruttata astrologia: «beninteso, l’astrologia seria, frutto di calcoli complessi e di studi», non certo gli oroscopi improvvisati nelle redazioni dei giornali «ma l’astrologia vera, una sapienza tramandata da millenni e che ha unificato popoli e culture», tanto da essere diventata una parte importante del Cristianesimo. D’altronde, ricorda Messori, «la nascita di Gesù è stata annunciata dai profeti, ma anche dagli astrologi. Nel Vangelo di Matteo si racconta dell’arrivo di tre Magi che altro non erano se non sapienti astrologi della Mesopotamia...». Non solo. Lo scrittore, citando Sacre Scritture e Padri della Chiesa, mette in guardia i credenti dal rifiutare in toto l’astrologia: «penso che un certo modo di valutarla da parte di uomini di Chiesa sia troppo sbrigativo».
Per andare avanti, a volte, occorre guardare indietro. Contrordine prelati: l’astrologia è una cosa seria. Quasi sacra. E quasi scontata, almeno a sentire lo storico Franco Cardini, il quale non si stupisce della presa di posizione di Messori: «Una volta fatta la giusta distinzione tra ciarlatani e “sapienti”, dobbiamo ricordarci che l’astronomia è l’ultima tappa di un cammino iniziato da uomini che scrutavano e leggevano le stelle. La scienza moderna ha debiti enormi nei confronti dell’astrologia, a partire da Galileo e Keplero. Noi moderni siamo affetti da complesso da rivoluzioni: pensiamo che tutto avvenga per grandi rivolgimenti, quando invece le cose avvengono per piccoli passi. Se qualche prelato di alto o medio rango lancia scomuniche contro l’astrologia dimostra di non sapere cosa sia davvero questa disciplina e di avere qualche lacuna in campo teologico: la Bibbia dice che ogni aspetto dell’universo ha una sua corrispondenza con tutti gli altri, nulla avviene per caso». Del resto, ricorda Cardini, la stessa psicanalisi, senza l’interpretazione dei sogni non sarebbe andata molto lontana... Se insomma per Messori «l’astrologo vero, in fin dei conti, è uno scienziato: un uomo colto che ragiona su fatti precisi, esegue calcoli, consulta tabelle», per Cardini «Freud e Jung in fondo si davano alle stesse scienze dei sapienti babilonesi».
«Difendendo l’astrologia Messori non fa altro che difendere la stessa cultura occidentale - è il parere di Armando Torno, il primo a tradurre in italiano L’oroscopo di Cristo di Gerolamo Cardano - fu grazie allo studio degli oroscopi che i babilonesi arrivarono nel 700 a.C ai primi rudimentali cannocchiali. L’astrologia ha influenzato la teologia pagana di Roma, e lo stesso mondo cristiano non distinse per oltre quindici secoli l’astrologia dalla astronomia. La riforma del calendario di papa Gregorio si basa sugli scritti del gesuita Clavio, amico di Galileo ma tolemaico. E opere come il Tetrabiblos di Tolomeo influenzarono molte discipline scientifiche, medicina compresa. Ha ragione Messori: la Chiesa deve fare attenzione a non gettare il bambino insieme all’acqua sporca. Buttiamo cartomanti e ciarlatani, ma non prescindiamo dall’astrologia se si vogliamo salvare una certa tradizione di pensiero del Cristianesimo, fondamentale tra l’altro per l’avanzamento del pensiero scientifico».
Non si stupisce più di tanto della «crociata» cattolica a favore dell’astrologia neppure il politologo Giorgio Galli che al rapporto tra magia e potere ha dedicato molti dei suoi studi: «Dai caldei all’epoca dei computer tutte le civiltà hanno tracciato una relazione tra quello che avviene in cielo e quello che avviene in terra. San Tommaso diceva che gli astri pur non determinando il nostro destino danno però un orientamento. Poi certo, occorre prendere con le molle l’idea che si possa predire il futuro. Tutte le varie profezie, comprese quelle di Nostradamus, sono state accertate solo dopo che i fatti si sono verificati. Si tratta di racconti plausibili, non di verità storiche. Detto questo, i debiti della nostra cultura all’astrologia sono innegabili».
È difficile da immaginare, ma è la stessa convinzione di un filosofo della scienza del calibro di Giulio Giorello: «Non è per nulla sorprendente questa rivalutazione. L’astrologia è una delle “compagne oscure” di quelle che sono poi diventate le scienze moderne: l’astrologia ha preceduto l’astronomia così come l’alchimia ha aperto la strada alla chimica. Sono legami che non si possono scordare. Senza le preoccupazioni dell’astrologia giudiziaria, quella che leggeva negli astri la storia del mondo e degli individui, non sarebbe nata l’astronomia dei caldei e dei greci. E ancora fino a pochi secoli fa i grandi astrologi furono anche gradi astronomi. Cartesio faceva gli oroscopi, Newton dedicò allo studio dell’Apocalisse molto più tempo di quanto ne dedicò alla gravitazione universale... Non c’è niente di male nel guardare con rispetto a quella che è stata una grande linea di pensiero della nostra cultura. Basta ricordare come poi, a partire da Giordano Bruno, l’uomo ha saputo prendere le distanze dai maghi che pretendono di capire tutte le cose del mondo guardando il cielo e le stelle». Anche se - paradossi della storia - Bruno fu messo al rogo proprio in quanto mago...