Contship minaccia l’addio a Gioia Tauro

Il ministro Bianchi tenta una mediazione

da Milano

Il gruppo Contship Italia minaccia di abbandonare il porto di Gioia Tauro dopo la proclamazione dello sciopero di 72 ore da parte del sindacato autonomo Sdl. «Dieci anni fa era un grande progetto. Oggi è la grande occasione buttata al vento», ha dichiarato Cecilia Battistello, presidente del gruppo Contship Italia, società capogruppo di Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro. «Lo sciopero di 72 ore proclamato da un sindacato di recentissima costituzione ma che riesce a ridurre drasticamente la capacità operativa del terminal , è la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Dopo dieci anni di sforzi resi ancora più pesanti dal fatto che per ben due volte gli Accordi di programma definiti con lo Stato sono stati onorati solo da parte nostra - ha affermato - siamo obbligati ad avviare una riflessione sul futuro di Gioia Tauro che potrebbe indicarci scelte dolorose ma inevitabili. Non c'è una decisione definitiva di lasciare Gioia Tauro. Personalmente però non vedo un futuro per quella struttura» ha aggiunto. Intanto il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha convocato per oggi le parti assieme ai rappresentanti di Autorità portuale, Questura, Regione nel tentativo di sbloccare la vertenza.
Nel 2006 il traffico di container nel porto di Gioia Tauro ha registrato un’inversione di tendenza rispetto al passato, con un aumento del 16% (rispetto alla prima metà dell’anno in corso) in termini di movimentazione da parte di Mct, società del gruppo Contship che gestisce il porto.