Convegni, cene, degustazioni: sono i giorni della «Fiorentina»

Domani un dibattito all’hotel de Russie per la campagna informativa europea

A Roma sono i giorni della bistecca alla fiorentina, messa fuori legge dall’Ue cinque anni fa e tornata nelle macellerie e sulle nostra tavole solo da poco. Dopo la manifestazione che, otto giorni fa, ha visto protagonisti a Testaccio, oltre alla squisita bistecca con osso, anche i ministri della Salute Francesco Storace e delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, questa settimana sono due gli eventi dedicati a uno degli alimenti simbolo della cucina italiana. Il primo è un convegno dal titolo «Carne bovina, e vai sul sicuro» che si svolgerò domattina dalle 12 all’hotel de Russie in via del Babuino. L’occasione per presentare la campagna di comunicazione sulla sicurezza della carne bovina e sulla professionalità degli allevatori europei patrocinata e finanziata dall’Unione europea e dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori). Nel corso del convegno, al quale interverranno Umberto Borelli, responsabile Settore produzioni animali della Cia, Eugenio Del Toma, esperto nutrizionista del Forlanini di Roma, e Luca Mazzà, giornalista del Tg3, si tratteranno i temi principali che riguardano la conoscenza di questo prodotto: le caratteristiche e le doti nutrizionali, i modi di cucinarlo e valorizzarlo, la classificazione dei tagli, il ciclo di produzione dagli allevamenti alla distribuzione (la cosiddetta tracciabilità), la conservazione e la riconoscibilità grazie all’etichettatura delle carni bovine europee.
Secondo appuntamento giovedì sera al Girarrosto Fiorentino di via Sicilia con una cena tutta dedicata alla Fiorentina comme il faut (vale a dire di Chianina, cotta a legna e abbinata al Sangiovese). E infatti in abbinamento a quattro sapori della bistecca saranno degustati quattro vini da Sangiovese delle tenute di Ambrogio e Giovanni Folonari.
La vera bistecca alla Fiorentina si taglia nella lombata di vitellone di bovini di età non inferiore ai 15 mesi, ha nel mezzo l’osso a forma di T, con il filetto da una parte e il controfiletto dall’altra. Deve essere alta non meno di 3 centimetri e non più di 4,5.