Convegni e «low cost»: Roma sogna 20 milioni di turisti

Il sindaco: «Obiettivo raggiungibile in 5 anni. I vettori economici non vanno combattuti»

Michela Giachetta

Inglesi o italiani. Giapponesi o americani. Poco importa la nazionalità. Purché arrivino. Magari in 20 milioni. È questo il numero di turisti che il sindaco vorrebbe avere nella capitale entro i prossimi cinque anni. Lo ha reso noto nel corso di «Quanto sei bella Roma», la seconda conferenza romana sul turismo che si è tenuta ieri all’Auditorium. La seconda sfida per Veltroni è «raggiungere nel tempo i 30 milioni di presenze che oggi conta Parigi». «Abbiamo tutte le potenzialità per farlo», continua il sindaco. La strada intrapresa ha portato nella capitale soprattutto gli stranieri, che hanno speso nella provincia di Roma nel 2004 circa 3.732 milioni di euro, il 5,4 per cento in più rispetto al 2003. E più del doppio di quelli italiani. Ma per Luigi Abete, presidente dell’Unione industriali di Roma, si può fare di più. «La capitale - ha dichiarato Abete - ha avuto grandi capacità competitive nel settore del turismo rispetto al resto del Paese, ma resta ancora molto da fare». Il vero problema secondo Abete non deve essere quello di «portare 5 milioni di persone in più (nel 2005 i turisti sono stati 16 milioni, ndr), ma quello di migliorare l’offerta». Anche per questo il Campidoglio ha deciso di puntare sui settori che sono stati fino a questo momento più carenti, come quello dei congressi. Per colmare quello che la vicesindaco Maria Pia Garavaglia ha definito «una carenza grave della città» è stata progettata prima la nuova Fiera di Roma, poi il Centro Congressi i cui lavori partiranno a fine mese. Ma potrebbe divenire presto realtà anche un grande parco a tema dedicato al cinema nell’area di Castel Romano. Inoltre si sta lavorando per spostare l’accesso ai Musei vaticani in un passaggio sotterraneo, in modo che non siano più sottoposti a sole o pioggia. Inoltre per semplificare la vita dei turisti in visita a Roma dal 21 febbraio verrà messa a disposizione una card, del costo di 18 euro, che durerà tre giorni e con la quale i turisti potranno entrare gratuitamente in almeno due musei e avere lo sconto per altri e usufruire dei mezzi pubblici.
Ma la crescita del turismo a Roma deve molto alle compagnie aeree low cost, che hanno vissuto un vero boom a Ciampino e Fiumicino. «Un’opportunità di incrementare i flussi turistici passa attraverso i low cost, che vanno implementati e non combattuti. Più low cost ci sono e meglio è», ha dichiarato il sindaco, aggiungendo che però «è da irresponsabili augurarsi il fallimento di Alitalia». «I nostri due aeroporti - ha continuato Veltroni - a gennaio 2005 hanno incrementato il flusso dei passeggeri del 6,3 per cento. Ed è una tendenza che continua». Sul tema-aeroporti è intervenuta anche la vicesindaco, lanciando, durante la conferenza, una sua idea: «Ci potrebbe essere l'entrata in campo di un terzo scalo, quello di Latina, che non dista da Roma più di quanto distino gli aeroporti in cui atterrano le compagnie low cost nelle principali città europee. Ma è compito della Regione deciderlo».