A convegno il futuro della «Modernità»

Un importante convegno di architettura si tiene oggi al Politecnico (via Garofalo 39, dalle 10 alle 17, ingresso libero), coordinato da una studiosa di prestigio come Maria Antonietta Crippa.
Il tema è cruciale: il rapporto fra modernità e tradizione. Il titolo della giornata di incontri è infatti «Uno sguardo sotto la sottile “buccia” stesa sul passato dalla modernità». Che cosa significa?
È quanto spiegheranno i relatori giunti dall'Italia, ma anche dalla Francia e dalla Spagna. Come Giorgio Pigafetta, dell'Università di Genova che affronterà il rapporto fra teoria dell'arte e tradizione nell'età contemporanea; Luigi Spinelli analizzerà la figura di Lingeri, architetto razionalista e Maria Teresa Mazzilli, dell'Università di Pavia, che parlerà della modernità della prima architettura francescana. Ma, oltre ai vari contributi, ci sarà spazio anche per le domande. Al di là dei singoli interventi è proprio il tema a essere nevralgico. «Il sangue che hai nelle vene nessuno te lo può cambiare, questo è la tradizione» diceva Arturo Martini. Forse c'è stato un modo troppo angusto e dogmatico di intendere la modernità. Ed è più che mai urgente rendersene conto.