La conversione teatrale dei Marlene Kunz

Ad ascoltare oggi i Marlene non appare più così evidente come un tempo l'emulazione di quel noise rock targato Sonic Youth e Co.. Le chitarre distorte lasciano ora spazio a «pennate» più pulite, la voce si è fatta più pacata, più neutra, e il tutto ha un’atmosfera più italiana, ben lontana da reminiscenze british ed oltreoceano. Ma per il trio di Cuneo (Cristiano Godano alla voce, Riccardo Tesio alla chitarra, Luca Bergia alla batteria), diventato quintetto nel nuovo tour con l'inserimento dei musicisti Davide Arneodo (violino e tastiere) e Luca Saporiti (basso), non si tratta di un passo indietro, di un’uscita dal club dei «duri e puri» del rock alternativo, cosa che l'ascoltatore superficiale potrebbe permettersi di sentenziare. Bensì, di un passo avanti. Ed è lo stesso frontman Godano a pensarla così: «La nostra essenza è quella di cercare sempre di superarci». Guardare verso nuovi orizzonti: «Quando uno è giovane, va veloce. Ma la musica è fatta anche di altro. E se vuoi crescere, allora è tempo anche di cambiare».
Sì, perché i Marlene Kuntz (il nome viene dal comune rispetto a Marlene Dietrich e dalla passione per una canzone dei Butthole Surfers: Kuntz) non sono più i giovincelli degli esordi datati 1990. Sono cambiati, e sono stanchi dei ritmi veloci, e stufi di correre. E cosa c'è di meglio per fermarsi a meditare se non un teatro? «Dopo centinaia di concerti ti viene voglia di fare altro. Alcuni pezzi si perdono se suonati in club rumorosi. Serve una cornice diversa - continua Godano -. E quella cornice sono i teatri».
I Marlene, almeno nel nuovo tour «Uno: live in love tour», stanno girando i teatri d'Italia, dal Carisport di Cesena al Max Live di Vicenza. Oggi sarà la volta di Milano al Ciak, il 21 giugno breve parentesi sul palco l’Heineken Jammin’ Festival. Al centro dello show l'ultima fatica, la settima in studio: quell'album, Uno, dello scorso settembre, che ha dispiaciuto molti fan perché ora il sound si fa più intimo, meno esplosivo; lo si legge nella classicissima Abbracciami, così come nella dolcissima Canzone sensuale.
Sembrano così lontani i tempi di Catartica (1994) o anche del più recente Ho ucciso paranoia (1999) dove le chitarre erano padrone della scena. I Marlene sono sempre i Marlene, solo un po' cresciuti.
Teatro Ciak
Via Procaccini 4
ore 21 Info: 0253006501