Converso: «Coprifuoco incostituzionale»

«Ci vorrebbero case e non campi: siamo d’accordo sui controlli ma il divieto di ospitare amici e parenti dopo le 22, se fosse vero, sarebbe anticostituzionale perché impedisce di godere di un diritto sancito dalla Carta e, oltretutto, non ha alcun senso pratico. La mancanza di sicurezza a Roma non dipende dalle comunità rom balcaniche». Lo afferma il Presidente Nazionale dell’Opera Nomadi, Massimo Converso, in merito al regolamento sulla gestione dei villaggi attrezzati di Roma. Per quanto riguarda l’obbligo di identificare con un tesserino gli abitanti dei villaggi attrezzati, l’Opera Nomadi spiega che «si tratterebbe del quarto documento di riconoscimento sia per i rom jugoslavi sia per i rom romeni perché già in possesso o di permesso di soggiorno, o di passaporto o documento di identificazione della Croce Rossa».