Alla Coop si vede solo Viva Zapatero

Come risaputo Coop, per la particolarità della sua storia e del suo fitto intreccio economico, politico e sindacale è da sempre un caso assai particolare nell’universo della grande distribuzione. Nella nostra regione, caratterizzata dal monopolio assoluto di Coop nell’ambito degli Ipermercati, sta affiorando Una serie cospicua di inquietanti segnali e l’apparire di dissonanze talmente evidenti da lasciare a bocca aperta. Innanzitutto un sempre più aggressivo atteggiamento verso i dipendenti (frutto anche della marcata remissività dei sindacati di categoria). La (presunta) cooperazione che incontra il... liberismo «spinto». Un’inchiesta giornalistica sulle sentenze giudiziarie che vedono Coop ripetutamente sconfitta nelle cause intentate da lavoratori (sempre privatamente, mai con l’appoggio sindacale) o sulle offerte in denaro per liberarsi dei dipendenti «indesiderati» genererebbe sorprese a non finire. L’ultimo caso a La Spezia rispetto a 5 addetti licenziati in tronco perché ripresi con telecamere a circuito chiuso non segnalate (alla faccia della privacy!) mentre mangiavano, pare, merendine «scadute».
O ancora, se in questi giorni vi trovaste alla Coop e voleste acquistare un film in dvd avreste una sola possibilità. «Viva Zapatero!». Nei punti vendita Coop più grandi, come la Negro, spesso l’unico espositore è proprio quello del film della Guzzanti. In diversi punti vendita più piccoli, per esempio Piccapietra o Vado Ligure, l’unico titolo a disposizione è guarda caso «Viva Zapatero!».
Gli ingenui potrebbero pensare a una lodevole iniziativa tesa a sostenere titoli che non sono stati sostenuti da una distribuzione adeguata, ma non è questo il caso. Si sarebbero potuti coinvolgere film di Crialese o Sorrentino, per esempio. Non questo, «...già molto fortunato e premiato documentario satirico» (Venerdì di Repubblica del 16.12.05). Distribuito dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti, fu evento speciale alla 62ª Mostra del cinema di Venezia, entrò nella lista dei 10 film dai quali si scelse il candidato italiano per la corsa all’Oscar, è in lizza come miglior documentario all'European Film Awards e parteciperà alla 25ª edizione del Sundance Film Festival fondato da Robert Redford. «Questo non è un film contro Berlusconi» dice Sabrina Guzzanti. Sarebbe interessante conoscere il suo parere rispetto a questa stramba e discutibile promozione a senso unico.