«Cooperazione e sviluppo» contro la povertà

Il Cesvi (Cooperazione e sviluppo) è una organizzazione umanitaria non governativa sorta nel 1985 a Bergamo, dove ha tuttora la sua sede centrale. Da vent’anni è attiva in 30 Paesi in tutti i continenti e, in particolare, in Africa, America Latina, Asia e, in Europa, nei Balcani. La sede bergamasca è l’unica in Italia: le altre filiali si trovano infatti in ciascun Paese di intervento. Un’attenzione privilegiata è dedicata al continente africano, cui il Cesvi destina il 44% delle sue risorse, raccolte soprattutto dalle istituzioni europee e dai cittadini del nostro Paese. I progetti dell’organizzazione nella lotta alla povertà fanno leva sulle risorse locali e il coinvolgimento delle popolazioni: sono infatti concepiti non come elemosine, bensì come «iniziative di sviluppo sostenibile». Fra i programmi attivati in Africa uno, in particolare, riguarda la prevenzione alla trasmissione del virus dell’Hiv dalla madre al neonato: cominciato nel 2001 in Zimbabwe ed esteso poi in Sudafrica e Repubblica democratica del Congo, ha già salvato oltre 2mila bambini. Nelle regioni asiatiche il Cesvi investe il 21% delle proprie risorse: è presente in Corea del Nord, Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania e, soprattutto dopo il maremoto, in India e Sri Lanka. In questi due Paesi gli sforzi si sono concentrati in due direzioni: recupero delle attività di pesca da un lato e, dall’altro, aiuti concreti ai bambini che vivono in condizione disagiata, con la costituzione di centri di aggregazione e di accoglienza, anche per chi è senza famiglia, e la ricostruzione delle scuole distrutte.

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