Copenaghen, si dimette la presidente del vertice Arrestati 200 manifestanti: c'è anche un italiano

A due giorni dalla chiusura dei lavori, il ministro Hedegaard lascia la guida del summit. I paesi africani l'avevano accusata di favorire le nazioni più ricche. Dubbi dell'Ue sul raggiungimento degli obiettivi. Scontri in piazza (<strong><a href="/video/ancora_scontri_copenaghen/id=copenaghen_161209">guarda il video</a></strong>) arrestati 200 attivisti: c'è anche un italiano<br />

Copenaghen - C’è almeno un italiano tra gli oltre 200 arrestati di oggi a Copenaghen. Il connazionale è stato fermato nelle manifestazioni svoltesi nei pressi del Bella Center. Intanto circa 1200 manifestanti sono bloccati dalla polizia sulla strada che dal Bella Center conduce al centro di Copenaghen. Diversi cordoni di polizia chiudono i manifestanti su tre lati, mentre il quarto lato è costituito da un canale. La situazione è comunque tranquilla: le forze dell’ordine si sono tolte i caschi e molti dei manifestanti cantano e ballano.

Tensione al vertice
Nervosismo e tensione alle stelle, anche se ufficialmente la "macchina va avanti". La conferenza dell'Onu sull'ambiente in corso a Copenaghen sta attraversando un momento difficile. Non solo - e non tanto - per le contestazioni (oggi sono stati arrestati cento attivisti). Il problema principale è politico.E, quindi, inevitabilmente, ha a che vedere con il successo o il fallimento del vertice.

Si dimette la presidente del vertice Il premier danese Lars Lokke Rasmussen sostituirà il ministro danese Connie Hedegaard alla presidenza del vertice sul clima in occasione della chiusura del summit. Lo ha annunciato oggi l’Onu. "Con l’arrivo di così tanti capi di Stato e di governo, è appropriato che sia il premier danese a presiedere", ha detto Hedegaard nel corso del vertice, a cui partecipano 193 nazioni. "Tuttavia, il premier mi ha nominato rappresentante speciale, e perciò continuerò a negoziare il risultato con i miei colleghi". Hedegaard ha spiegato che la decisione è procedurale. Nei giorni scorsi il ministro è stata criticata dai Paesi africani, che l’hanno accusata di favorire le nazioni ricche nei negoziati".

I dubbi dell'Ue Il primo ministro svedese e presidente di turno dell’Ue, Frederik Reinfeldt, ha affermato di non essere certo che alla conferenza sul clima di Copenaghen si riesca a raggiungere l’obiettivo di una riduzione del riscaldamento globale di due gradi centigradi. Intervenendo di fronte all’aula del Parlamento europeo, il premier svedese ha sottolineato che l’Ue deve insistere nel mantenimento di questo obiettivo, pur ammettendo di non essere sicuro che questo verrà poi raggiunto nella conferenza in corso nella capitale danese, dove l’Ue sarà rappresentata dallo stesso Reinfeldt e dal presidente della Commissione Ue, Barroso.