Coppa America: anche i cellulari sono armi da spionaggio

In attesa di gareggiare, Oracle e Alinghi si scambiano scortesie. Gli svizzeri non volevano un rappresentante degli americani sulla barca della giuria... finchè non gli è stato tolto il telefonino ed ogni altro strumento da spione

Non c'è il vento, ma soffiano forte polemiche e dispetti. La coppa America è già cominciata, nonostante l'ufficialità non dica così. Se non arriva il vento niente sfide. Almeno niente sfide che interessino lo sport. Per il resto, c'è già stato di tutto e di più.
Momenti di tensione ieri mattina all'alba a Valencia. Bmw-Oracle aveva infatti chiesto al Comitato di regata che un suo rappresentante fosse presente sulla barca della giuria. I giudici sulle prime hanno espresso un parere negativo poi, dopo un'accesa discussione, hanno acconsentito. Il rappresentante degli americani era Tom Ehman, il portavoce del team e «persona non gradita» agli svizzeri. I giudici hanno dato l'ok, purché Ehman non portasse con sé cellulari e altri dispositivi potenzialmente utilizzabili per lo «spionaggio». Fonti del team Alinghi hanno specificato che in nessuna regata del mondo rappresentanti dei contendenti sono ospitati nella barca giuria, e tanto meno in Coppa America, dove il Deed of Gift non lo prevede. Da parte degli svizzeri, si è appreso sempre da fonti del team, non c'è stata comunque alcuna manovra ostativa.
I due super catamarani, Alinghi e Bmw Oracle, impegnati nella sfida della 33esima edizione della Coppa America, sembrano sempre più impegnati in duelli di nervi e carte bollate più che di virate e strambate. Del resto in questa Coppa, sempre più affare privato tra due miliardari, il dispetto è all'ordine del giorno: elicottero dei team che disturbano gli allenamenti altrui, gommoni spia e perfino guerre di conferenza stampa, indette alla stessa ora per sottrarre all'altro visibilità mediatica.
Potrebbe perderci l'America's Cup, anche se la battaglia navale con tutti i mezzi possibili è proprio nello spirito del trofeo. Lo stesso bordeggio di Alinghi intorno agli avversari ieri mentre le barche erano in attesa dello start mai arrivato è stato l'ennesimo lancio di un guanto di sfida. Ma alla fine prevarrà chi è più veloce in acqua secondo le regole della regata. Forse.