Coppa America, Mascalzone Latino pronto alla sfida con Alinghi nelle acque di Valencia

Milano - A Valencia ci va per vincere e non solo per fare bella figura. Vincenzo Onorato ci crede e con lui tutto il suo team Mascalzone Latino-Capitalia che parteciperà per la seconda volta alla Louis Vuitton Cup. Manca un mese all'inizio del primo round robin e Onorato vuole dimenticare tutte le polemiche per concentrarsi solo sulle regate. Anche perché in Spagna «può accadere l'incredibile» e quindi bisogna essere pronti a sfruttare ogni occasione.

Mascalzone Latino-Capitalia è al momento quinto nel Louis Vuitton ranking prima dell'Act 13 che si disputerà il 3 aprile e la lotta per diventare lo sfidante di Alinghi per la Coppa America è decisamente aperta, anche se New Zealand e Oracle restano i favoriti. Onorato non teme nessuno, italiano o straniero che sia, e proprio l'ultima cosa che vuol fare è finire solo davanti agli altri due team italiani, Luna Rossa e +39. Il suo obiettivo è un altro e molto più ambizioso: «Siamo il team italiano per antonomasia - spiega il presidente di Mascalzone Latino - con tutti gli uomini chiave italiani ma dobbiamo vincere contro tutti, pensando a una regata alla volta. L'unico obiettivo è andare in mare e vincere».

Preferisce non tornare sul presunto tentativo di spionaggio ai danni del suo team, ribadisce che «gli alti costi rischiano di uccidere la coppa America», ma a un mese dall'inizio delle regate ha la concentrazione di chi sta per arrivare a un appuntamento atteso da due anni e non vuole lasciare nulla al caso: «Gli obiettivi che ci eravamo prefissati dal punto di vista tecnico-sportivo sono stati raggiunti - spiega - Abbiamo le barche e le vele che volevamo e l'equipaggio giusto e abbiamo fatto un grande sforzo per affrontare la coppa nel modo migliore. Adesso è ora di pensare solo alle regate e vogliamo fare bene contro tutti». A Valencia, il team guidato dallo skipper Vasco Vascotto si è allenato per tutto l'inverno e ora Ita 90 e Ita 99 sono pronte per la coppa. Onorato spiega che la scelta è «praticamente fatta», ma non svela quale sarà la barca con cui inizierà il round robin. L'Unveiling day si avvicina, ma senza aspettarsi grandi differenze tra le barche che il primo aprile verranno per la prima volta mostrate in tutti i loro particolari. E poche saranno le differenze anche in acqua perchè «i valori sono molto simili, le velocità molto vicine e il campo di gara è difficilissimo con tanti salti di vento. Quindi - conclude - potrà accadere l'incredibile, ne vedremo delle belle». Mauro Pelaschier, coach del sailing team, conferma che «la differenza tra le barche si è molto livellata e non ci saranno regate scontate perchè anche l'ultima arrivata, cioè China Team, potrà creare delle difficoltà in certe condizioni. Saranno tutte bellissime sfide e noi siamo consci di poter vincere contro qualsiasi avversario».

D'altronde, come ha scritto l'ad di Capitalia Matteo Arpe nel suo messaggio di saluto, «la parola impossibile non è nel nostro dizionario». E allora Mascalzone Latino vuole crederci fino all'ultima regata.