La Coppa America si toglie le «mutande»

Manca davvero poco a entrare in una fase calda della prossima America's Cup. Il primo aprile, infatti, tutte le barche di tutti i sindacati saranno a disposizione degli sguardi del pubblico e soprattutto dei progettisti avversari. Due giorni dopo inizieranno le regate della ultima fleet race degli Act. La giornata ha un nome, si chiama «unveiling», tradotto significa che cadono le mutande, quelle bardature da cavallo per torneo medievale che fanno perdere delle mezzore agli equipaggi ogni volta che le barche salgono e scendono in acqua. Ognuno serba segreti, si tratta però di capire quali segreti funzionano e quali no... Molti stanno conservando segreti di Pulcinella, tanto per darsi importanza. Alcuni, purtroppo, lo hanno già scoperto in questi giorni di regate non ufficiali, hanno capito di avere per le mani una barca lenta, che neanche l'azione dello spirito santo, ovvero dei più stupefacenti velisti, potrà cambiare di stato. Per loro sarà quasi tutto in mano al timoniere: vinci la partenza e stai davanti, schiacci l'avversario lo controlli. Perdi la partenza e lo saluti, non c'è recupero... lo rivedrai all'arrivo alzando mestamente la mano in segno di complimento. Le teorie, in questi giorni, si accavallano: ma saranno tutti più veloci, ricchi e poveri o lo saranno solo i ricchi, quelli che hanno lavorato sempre. Mah... noi siamo più per la seconda: chi ha potuto sperimentare, lavorare, pianificare avrà dei vantaggi. Contenti poi di sbagliare, perché vorrebbe dire che la fantasia, l'Idea, hanno ancora un ruolo. Che c'è ancora spazio per Davide contro Golia. Belle illusioni... Nel 2003 la classifica dopo il primo turno di regate di selezione, i cosiddetti Round Robin della Louis Vuitton Cup era praticamente identica a quella finale, con Alinghi e Oracle molto protagonisti e tutti gli altri a far bilanci fin dal primo giorno. Allora Luna Rossa, purtroppo, comprese subito che aveva una barca lenta. Adesso è segnalata nel pacchetto dei veloci, tra quei ricchi che avendo lavorato più a lungo di altri hanno costruito più velocità.
Ma torniamo alle barche... cosa sono questi segreti invisibili? Strutture soprattutto, forme della chiglia, delle alette. Cerchiamo di spiegare il grado di perfezione di queste barche. L'insieme di scafo, che i tecnici chiamano «canoe body», e coperta pesa tra i novecento e i mille chili. Attenzione, è pochissimo. Per chi non ha riferimenti lo scafo di una barca da crociera della stessa dimensione può pesare cinque, sei volte questo peso se costruito con tecniche moderne, dieci se all'antica. Lo scafo è costruito realizzando un panino, si chiama proprio sandwich come il cibo preferito del famoso conte Montagu: in mezzo un materiale inerte (invece nel panino c'è il pezzo forte) che di solito è Airex (vi risparmiamo la descrizione) e attorno due strati di materiale nobile che ha il compito di resistere agli sforzi della regata. È il carbonio di cui tanto si parla. Ogni strato è realizzato sovrapponendo delle «pelli», non molte, di solito cinque e fino a nove in certe zone esterne. Ogni pelle è spessa un quarto di millimetro e pesa, per tutta la dimensione dello scafo, 45 chili. Provate a immaginare l'enorme lavoro per ottenere questa precisione: una variazione piccola di spessore, qualche decimo, può significare un aumento di peso del prodotto finale di qualche decina di chili. Cosa che potrebbe portare all'estremo e insano gesto gli ingegneri strutturalisti, che hanno passato notti insonni per ottimizzare. E alla fine, tutto questo risparmio di peso a cosa serve se la barca come minimo deve pesare 24 tonnellate? Tutto quello che si risparmia diventa piombo nel bulbo, quello che viene tenuto nascosto e segreto.