Coppa Italia, all'Inter basta Milito

L’argentino segna il gol partita. Nuovo litigio tra l'allenatore e l'attaccante che, ripreso dalla panchina, manda a "stendere" il tecnico con la mano: subito sostituito

Milano - Milito si incarta davanti a Frey e manca il raddoppio, Mourinho fa annusare l’erba di San Siro anche a Mariga, seppure per tre soli minutini. Finisce solo 1-0, e in fondo la Fiorentina è sempre rimasta in partita. Dai, cerchiamo di trovare qualcosa che non va, altrimenti ci prendono per zerbinati, giudizi a senso unico. Allora diciamo che Josè ha voluto stravincere, in vantaggio di un gol ha presentato nel secondo tempo il tridente, dentro Pandev, fuori Muntari. Voleva chiuderla a San Siro questa storia, non c'è riuscito, insomma ha fallito. Più di così non si può andare, la Fiorentina nella ripresa ha tentato il gol che avrebbe messo la qualificazione su altri binari, non ce l'ha fatta, in compenso quando ne ha avuta l'occasione ha menato il giusto ed è uscita a testa alta. Poteva prenderne un altro, si accontenti.

Il fatto è che l'Inter ti toglie il respiro, e poi il pallone. La Fiorentina è arrivata qui con tante buone intenzioni e qualche centinaio di tifosi, Prandelli ha urlato per tutta la partita di tirare in porta perché c'era quel mattacchione di Toldo ma neppure lui gli ha dato qualche soddisfazione. Mario Abel Bolatti ancora meno. L'argentino, ma è solo il primo impatto, ha un passo moderato, smista palloni innocui, preferisce procedere lento e la Fiorentina, che lo ha piazzato in mezzo, alle spalle di Montolivo, ha dato l'impressione di giocare in dieci. Difficile la sua coesistenza con Montolivo, almeno per ora, il capitano non l'ha filato molto e ben presto anche i compagni l'hanno seguito, non hanno dato neppure un pallone all'argentino e lui ha fatto zero per andarselo a prendere.

Il resto è una Fiorentina che ha cercato di non compromettere la finale dell'Olimpico con una sciagurata partita d'andata: dietro coperta, Gilardino là davanti stritolato da Materazzi in serata vecchio stampo, ai lati Vargas e Santana a fare la fascia più nella loro metà campo che in quella interista. Il risultato è stato modesto come l'atteggiamento, un brodino servito da Vargas al 33', un sinistro a girare che Toldo ha preso stando fermo dov'era, in mezzo all'area. Trenta secondi dopo l'Inter è andata sull'1-0, Balotelli, in area e sulla sinistra, si è liberato di forza e tecnica dell'arcigno Natali, ha proseguito e quasi da fondo linea ha servito Milito che ha soffiato il tempo alla difesa e infilato da un metro scarso. Natali ha tentato una protesta che non aveva senso e poi ha capito che il fiato era meglio spenderlo per altre cose. Era un po' che l'Inter aveva mandato in apnea la difesa viola e le occasioni, nel giro di pochi minuti, c'erano state, le più nitide per Maicon servito da Balotelli, e per Sneijder su allungo di Muntari. Poi un colpo di testa di Balotelli in area piccola, forte e preciso, che Pasqual ha respinto sulla riga, con Frey tagliato fuori.

Contro questo Sneijder e questo Cambiasso è difficile fare la partita, il risultato è quasi segnato. Se poi anche Maicon, sebbene a strappi, si mette a fare il terzino destro più forte del mondo, le cose non possono che andare in una direzione. Il brasiliano è venuto giù in tandem un paio di volte con Balotelli e la gente ha applaudito. Peccato che poi sia finito in litigio con Mourinho: Mario cercava una lente a contatto caduta sul campo, il tecnico lo ha invitato a correre in difesa e la risposta è stata un gesto della mano. Mou non ha gradito ed è scattata la sostituzione. Poi il tecnico ha cercato di ridimensionare tutto parlando in tv.

I sincronismi sono un’altra arma vincente di Josè, la squadra li ha imparati bene, c'è sempre uno al posto giusto, un altro che lo copre e un altro ancora che si fa vedere contento di ricevere. Ci vorrebbe più coraggio per metterla in difficoltà, la Fiorentina c'ha provato, un sinistro di Vargas e una palla gol per Gilardino sono arrivate, sprecate malamente, ma sono stati segnali. Adesso è finito il primo tempo, come dice Mourinho, il secondo si gioca il 14 aprile a Firenze.