«Coppa Italia in crisi? Colpa dei tifosi,

Caro presidente Matarrese, ci risiamo con la coppa Italia dimenticata dal pubblico...
«Eppure abbiamo appena modificato la formula introducendo motivi di novità ed elementi di grande interesse: per esempio la finale unica a Roma, preceduta da scontri diretti tra le più importanti società di serie A sistemati all’altezza degli ottavi di finale».
Lei è soddisfatto?
«Non voglio anticipare giudizi che si possono compilare a fine manifestazione ma vorrei considerare un primo dato, che è poi l’auditel della Rai. Lo share raggiunto da Milan-Lazio non è poi così male. Non solo».
Non solo cosa?
«Anche lo sponsor, che ha un ruolo importante in proposito, ha apprezzato e approvato la nuova formula».
Ma per Milan-Lazio abbiamo contato meno di 4mila paganti: non è un segnale?
«Lo confesso: quel dato mi ha sorpreso. Ma ho l’impressione che l’incasso del botteghino di San Siro non sia una bocciatura della formula in assoluto semmai la spia di un fenomeno tutto legato all’ambiente rossonero: vedo cioè i milanisti concentrati sul campionato per la rincorsa dello scudetto e un po’ meno sull’Uefa. Ho l’impressione che il milanista tipo consideri la Champions la vera coppa. L’eliminazione non mi pare abbia provocato contraccolpi».
Noi del «Giornale», nel frattempo, abbiamo proposto qualche idea per riverniciarla: fissare la prima parte, aperta anche alla serie C, nel pre-campionato sostituendo gli altri tornei...
«Noi della Lega di Milano potremmo intervenire, in materia, solo dall’estate del 2010 quando saranno scaduti gli impegni assunti dai singoli club con le tv e che riguardano anche e soprattutto i tornei estivi a cui vengono destinate adeguate cifre. Quando la vendita sarà collettiva e gestita direttamente dalle Lega di Milano, allora sarà possibile pianificare le date della stagione».
Altra idea, non proprio originale: assegnare al club vincitore della coppa Italia il quarto posto per la Champions...
«È un progetto datato sul quale anche Michel Platini, il presidente dell’Uefa, si è impegnato da tempo senza riuscire a trovare una soluzione che coinvolga tutte le federazioni continentali. Perché si capisce al volo che questa non può essere una soluzione solo italiana, bisognerebbe coinvolgere tutti e rilanciare le coppe nazionali».
Quindi bisogna aspettare che Platini metta d’accordo il resto d’Europa...
«Non posso dare una data ma prometto una cosa: con Platini, che conosce la nostra posizione in merito, insisteremo».
Faccia un altro piccolo sforzo, presidente Matarrese: e se si decidesse, per esempio, di aprire il torneo a un numero fisso di giovani calciatori italiani per valorizzare il vivaio?
«Questa proposta mi sembra meno vantaggiosa delle altre. Non solo, ma finirebbe con l’accentuare il divario che esiste già, a livello di settore giovanile, tra club dotati di strutture molto valide e club provinciali che devono destinare piccole risorse a quelle squadre giovanili».
Presidente Matarrese, un’ultima domanda: è preoccupato dei riflessi della crisi economica sul calcio italiano?
«Alle viste non c’è il crac, semmai un ridimensionamento degli investimenti».