Coppa Italia Oggi Fiorentina-Empoli

Se il giudice fosse Capello, ciao Krasic: guardati il Milan in Tv. Se il giudice fosse Capello: ciao calcio (italiano) datti una bella regolata, così non servi più. Capello inteso come Fabio, ct della nazionale inglese che conosce usi e costumi del calcio nostro. Ieri ha detto la sua in una trasmissione radiofonica, bacchettando a destra e manca. «Il giocatore che si butta per terra e simula, lo fa perché sa di venir premiato. Non si cambia stile di gioco in pochi mesi. Giusto che in Italia si continui nella linea dura intrapresa». «Il nostro calcio? Sul piano europeo siamo messi male. Il calcio tecnico e fisico delle altre nazioni ha la meglio sul calcio tecnico-delizioso nostrano. L’Inter ha vinto la Champions perché aveva tanti stranieri: non bastano i piedi buoni per vincere nel mondo, ci vogliono forza fisica e capacità di giocare 90 minuti senza troppe interruzioni». Perfetto! Moratti ha cominciato a vincere quando ha smesso di pensare a Recoba. Il Milan, con i suoi tenori, è uscito malconcio da Madrid. Prendere appunti. Gli allenatori di qualità la pensano come Capello. Benitez fa gli stessi discorsi.
Quindi Don Fabio non poteva essere più tempista nel giorno in cui si registra il primo mugugno italiano di Benitez («L’arbitro non mi è piaciuto, Cassano aveva commesso fallo e lo sapeva») e Moratti gli ha dato ragione. E nel momento in cui il giudice riceve dalla Procura federale la richiesta di esaminare la prova Tv sullo juventino cascatore. Stando ai precedenti, Krasic rischia due giornate di squalifica. Iliev ne subì tre, appunto per simulazione, perché esultò, Adriano ne prese due, Zalayeta altrettante per aver simulato un rigore, guarda, guarda, contro la Juve. Anche se il Napoli presentò un filmato che scagionò il giocatore e permise la cancellazione delle due giornate. Stando a Capello non ci sarebbe nemmeno bisogno del dubbio. Il discorso di ieri si ricollega ai mali del nostro calcio: uno di indole, l’altro per incapacità a studiare l’evoluzione dei tempi. Il caso Krasic oggi darà un segnale. Il giudice potrà squalificare il giocatore solo nel caso in cui ci sia la certezza della simulazione, quindi del fatto che lo juventino non sia stato toccato da Portanova, il difensore del Bologna.
Visti i filmati, non è certo che il giudice sportivo possa decidere a cuor leggero. Ma tutto fa pensare alla simulazione. Anche se la Juve ha provato a far barriera. Marotta è stato netto: «Milos è solo caduto». Ci ha tentato perfino Jean Claude Blanc con un atto di fede: «Milos è un giocatore pulito che rispetta le regole, bisogna tenerne conto». Però sarà un caso se Krasic, dopo l’episodio, si è perso nelle tenebre dei suoi tormenti ed è stato sostituito? Delneri ha, addirittura, rischiato di far danni, quando ha detto: «Non ha simulato, perchè pensava di essere stato toccato». Già, e allora se uno pensa di essere stato toccato, cade. Sennò sta in piedi. Una perfetta simulazione, spiegata dall’allenatore.
Per orientarsi val la pena ascoltare Stefano Braschi, il designatore di serie A che, dopo aver ammesso l’errore dell’arbitro De Marco («Non lo ha salvato neppure l’assistente, molto concentrato sul tenere la linea del fuorigioco»), ha tirato le somme: «Krasic ha fatto una stupidaggine, non è stato un buon gesto ma non bisogna nemmeno esagerare». Buona la conclusione, ottima la battuta: «Iaquinta è stato bravo...» a sbagliare il rigore, ovviamente.
Il caso Krasic e il j’accuse di Capello al nostro pallone inducono alla tentazione di separare i fatti dalle idee: i fatti parlano contro, le idee ispirano alla serenità e alla serietà. Un momento difficile. Se il giudice non squalificherà Krasic, rischierà di riaprire una storia di veleni: troppi favori alla Juve. Se le nostre squadre non si decideranno a cambiare la logica di certe scelte, rischiamo di restare in retroguardia in Europa. Vale la tecnica, ma serve il fisico. Per capire vedi: Kakà e Cristiano Ronaldo, pensa al Barcellona e non lasciar ingannare dalla statura di Messi.
L’Inter che fatica a segnare e non sembra forte(anche per impronta fisica) come l’anno passato, è un primo campanello d’allarme. Le figuracce europee, un secondo. Dice Capello: «Il calcio moderno ha come modulo il 9-1, si difende tutti e si attacca tutti: pensare di segnare con un giocatore o due in area di rigore è solo utopia». Peggio se continuiamo a provarci con i cascatori. Ecco perché oggi non è un altro giorno.