Coppa Italia, Roma in finale con l'Inter

A Catania per i giallorossi basta un pareggio, che arriva dal dischetto. Finale all’Olimpico

Sarà ancora Roma-Inter, per la quarta volta consecutiva. La coppa Italia è ormai specchio del campionato e la sfida infinita giallorossi-nerazzurri si ripeterà anche all’Olimpico nella finale unica del 24 maggio.
La Roma tornava a Catania per la prima volta dopo l’umiliante 7-0 inflitto agli etnei nello scorso campionato e mai dimenticato dai siciliani. Non era certo tranquillizzante l’1-0 dell’andata siglato da Totti (l’ultimo acuto del capitano giallorosso prima del grave infortunio che lo terrà fuori almeno fino a settembre), ma Spalletti decide comunque un ampio turn over. Che non comprende però De Rossi, pure partito per l’isola con una fascite plantare al piede, ma regolarmente in campo. Anche Zenga decide di lasciare molti titolari a riposo, d’altronde è inevitabile pensare al campionato e alla difficile situazione di classifica.

I giallorossi gestiscono bene il match fino al rigore conquistato da Vucinic (ingenuo il fallo in area di Izco sul montenegrino) e trasformato da Aquilani, tornato titolare dopo molte settimane ma nel ruolo di trequartista. Il centrocampista romano blinda subito la finale per i suoi e si prepara a essere il protagonista principale di un nuovo braccio di ferro (stavolta sul mercato) tra Roma e Inter, dato che i nerazzurri lo corteggiano da tempo. Nemmeno due minuti e il Catania si rimette in partita: punizione di Mascara, stacco di testa di Silvestri che fulmina Curci, incerto nelle uscite in più di un’occasione. Gli etnei chiudono in crescendo il primo tempo, ma il compito di realizzare altri due gol si rivela improbo. Anche perché la Roma diventa più guardinga, pur non rinunciando nella ripresa a qualche sortita in avanti (bravo Bizzarri su Perrotta). La partita resta equilibrata, ma l’inerzia del match e le poche idee proposte dai siciliani negli ultimi venti minuti permettono alla Roma di condurre in porto la qualificazione senza affanni. E se lo scudetto, come è probabile, finirà per essere cucito sulle maglie dell’Inter, i giallorossi tenteranno il bis in Coppa davanti al proprio pubblico. Una sorta di rivincita in una stagione che, come ha sottolineato Spalletti, andrà incorniciata.

Capitolo società: ieri era in programma l’attesa assemblea dei soci Unicredit, che detiene il 49 per cento dell’Italpetroli, la controllante dell’As Roma. «Non siamo coinvolti nelle trattative per eventuali cessioni di asset da parte di Italpetroli», ha precisato agli azionisti l’amministratore delegato Profumo. Che ha rimandato al comunicato congiunto della stessa Italpetroli e dell’As Roma in cui veniva specificato che non era né programmata né avviata alcuna cessione. Unicredit attende dunque il piano di ristrutturazione del debito di Italpetroli («molto meno di 400 milioni di euro»). I rappresentanti del magnate Usa Soros, restano alla finestra, ma non si sa ancora per quanto. E ieri il titolo della Roma ha chiuso in ribasso (-2,02%), segno che il mercato continua a credere poco al passaggio di mano da parte dei Sensi.