La coppia Boldi-De Sica tallonata da Pieraccioni

Viviana Persiani

L’omaggio era quasi dovuto visto che Peter Jackson si è indirizzato verso una brillante carriera cinematografica dopo aver visto, a nove anni, in Nuova Zelanda, il famoso King Kong realizzato, nel ’33, da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack. Il remake di 180 minuti, insomma, nasce da questa idea romantica e, soprattutto, si pone come scopo quello di far giustizia a quell’ottantina di rifacimenti che non hanno mai saputo restituire al gorilla il fascino di quella vecchia pellicola. Jackson ci va vicino anche se, alla fine, si esce dalla sala con un pizzico di delusione. Perché la sensazione è che il cast non sia all’altezza della situazione, in particolare con il sopravvalutato Adrien Brody che nel film dà il volto allo sceneggiatore Jack Driscoll, ovvero il «rivale» in amore di Kong. La bella della bestia è Naomi Watts, alias Anne, in un ruolo probabilmente più grande di lei. Meno male che lo scimmione è uno spettacolo (di effetti speciali) per gli occhi tanto da far storcere la bocca davanti al numero esagerato di mostri con i quali Jackson gli ha complicato il cammino sull’isola di Skull. La trama è abbastanza fedele al suo originale e poi è Natale: bisogna sapersi accontentare.
Tra i cinepanettoni natalizi Ti amo in tutte le lingue del mondo è certamente uno dei più azzeccati. Merito di un Pieraccioni che dopo l’exploit de Il ciclone ed alcuni passaggi a vuoto, è riuscito, nei suoi due ultimi lavori, a ritrovare ritmo e battute efficaci. In questa sua ultima fatica è Gilberto, un ex nuotatore, che ora insegna educazione fisica in un liceo di Pistoia. Vive con il fratello Cateno (un irresistibile Giorgio Panariello), balbuziente e, soprattutto, gran chiacchierone. Gilberto deve subire la corte spietatata di una sua allieva di sedici anni (Giulia Elettra Gorietti), che è follemente innamorata di lui tanto da scriverglielo, come recita il titolo, in tutte le lingue del mondo. La ragazzina, addirittura minaccia di ucciderlo in caso di «tradimento» con un’altra. E, guarda caso, all’improvviso entra, nella vita del prof, Margherita (Marjo Berasategui).
Sta riscuotendo un buon successo, tra le proposte di questo Natale, A History of violence, con Viggo Mortensen. Nei panni di Tom, il bel Viggo, vive con moglie avvocato e due figli in una piccola cittadina. Una notte, Tom sventa una rapina nel suo ristorante arrivando ad uccidere due criminali per legittima difesa. Senza volerlo, l’uomo si trasforma in una sorta di eroe e i media non tardano a spingerlo sotto i riflettori. Lui vorrebbe tornare alla normalità ma Ed Harris arriva in città per vendicarsi di Tom, convinto che sia l’uomo dal quale in passato ha subito ingiustizie. Il film si regge sul fatto che dietro una apparente normalità si può nascondere il più terribile dei segreti e che chiunque, in certe situaizioni, può snaturarsi. Detto questo, Mortensen, come protagonista, è poca cosa e il film ne risente parecchio.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana.
1) Natale a Miami; 2) King Kong; 3) Ti amo in tutte le lingue del mondo; 4) Harry Potter e il calice di fuoco; 5) Mr. & Mrs. Smith; 6) Chicken Little; 7) A History of Violence; 8) Memorie di una Geisha; 9) Broken Flowers; 10) La marcia dei pinguini.