La coppia d’assi Antonella Ruggiero- Gambale apre il cartellone del «Todi Arte Festival»

Paolo Giordano

Immaginatevela domani salirà, lei sempre così seria, sul palco di Piazza del Popolo a Todi per la seconda serata del Todiartefestival. Antonella Ruggiero probabilmente avrà un lungo abito scuro, così per far risaltare la pelle eburnea, ma chissà come si vestirà Frank Gambale, che è abituato a palcoscenici e a repertori molto più disimpegnati e liberi di improvvisare. Ma se è vero che - come scrive Simona Marchini presentando l’edizione 2005 - «l’intento del Todi Arte Festival è l’ombra, l’ombra in quanto percorso junghiano del proprio buio da esplorare e rivelare per pervenire alla chiarezza», allora l’incontro tra la signora del pop accademico e il professore della chitarra, il genietto italoamericano cresciuto alla corte di Chick Corea è uno dei modi più esaltanti di mettere sotto nuova luce la musica «colta». L’ex dei Matia Bazar e il rockettaro scrittore di libri per il Guitar Institute of Technology. La cantante eterea e il musicista estroverso. Se proprio bisogna trovare un biglietto da visita per questo festival, eccolo: il concerto di sabato sera con loro due sul palco insieme a Maurizio Colonna. Ma a Todi - è sempre il direttore artistico Marchini a sottolinearlo - «ci saranno momenti più godibili, ma anche momenti di provocazione».
Tra questi senz’altro Guantanamo, una lettura o meglio una mise en éspace della Compagnia Tri-Boo (27 luglio) o la Buca di sabbia di Michal Walczack, altra mise en éspace di Lorenzo Amato.
E se la lettura Ti scrivo per parlarti anche di me di Simona Marchini e Antonello Fassari il 31 luglio (ispirato alle lettere dei bambini) sarà probabilmente nel gioioso canovaccio dell’emozione dolce e rassicurante, quella di Annamaria Guarnieri e Luciano Virgilio dedicata a Simone De Beauvoir e Mario Luzi avrà senz’altro i crismi del viaggio colto e concettoso (sabato a Palazzo del Vignola). Per rimanere a questo fine settimana, una piccola gemma sarà il concerto di Brian Auger e non importa che alla serata abbia dovuto dare forfeit Rick Wakeman.
Domenica sera in piazza del Popolo il Brian Auger Group sarà il trionfo dell’organo Hammond, vera e propria icona di tanta musica a partire dagli anni Sessanta. E di quell’epoca Auger è uno dei simboli, più che altro sul fronte jazz fusion, anche se quarant’anni fa quand’era solo un organista esordiente, l’inglese Auger se la spassava con ragazzotti svitati e rockettari come Rod Stewart. Oggi con il suo gruppo l’ultrasessantenne Auger ha lo stesso spirito entusiasta e curioso di quando «a tre anni ho suonato il mio primo pezzo su di una pianola giocattolo». Se l’obiettivo è quello di togliere le ombre alla luce e lasciare più vista all’arte, i suoi assoli di Hammond sono la strada giusta.