Una coppia gay pure nel «Medico in famiglia»

Sdoganati da tempo dal cinema, per non andar lontano Manuale d’amore 2, i gay, intesi come coppie di fatto, irrompono anche in tv. E non da una porticina laterale, tipo, con tutto il rispetto, Odeon o salendo un po’ più in su, La7. No, qui è il Palazzo, leggi Viale Mazzini, che gli spalanca il portone principale, ovvero Raiuno. Per di più in prima serata. La notizia, che farà felice una larga fetta di pubblico, non necessariamente televisivo, e indispettirà molti altri (idem), è anticipata dal settimanale Tv Sorrisi e canzoni in edicola oggi.
A farla breve, nella quinta serie di Un medico in famiglia, in programma in marzo, accanto a svariate new entry, come per esempio un protagonista mai visto prima, l’attore David Sebasti, che impersonerà Emilio, apparirà anche un novello tandem di fidanzati. Che non si chiamano Paolo e Francesca e neppure Amleto e Ofelia, bensì Oscar e Max. Sì, insomma due uomini. L’uno, già visto nella fiction, l’altro esordiente a tutti gli effetti. Oscar e Max, interpretati rispettivamente da Paolo Sassanelli e Alessandro Bertolucci, sono colleghi, medici tutti e due, tradizionale il primo, con l’aggravante di una figlia a carico; pediatra clown (per intenderci come il Robin Williams di Patch Adams) il secondo. Tv Sorrisi e canzoni, colto da improvvisa smania democratica, si spinge oltre il flirt, rivelando che in una certa oreficeria di Lucca sarebbe già pronta la fede nuziale per sancire l’unione.
Se son rose fioriranno, come si suol dire. Sassanelli confida al settimanale: «Sì, possiamo confermare che c’è una sorta di fidanzamento. Credo che sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per troppo tempo non ha avuto una vita sentimentale». Quando si dice un attore compenetrato nel personaggio. Reazioni negative del pubblico? Sassanelli accetta impavido la sfida, pur ammettendo che, tra i fedelissimi di Un medico in famiglia, si potranno annidare dei dissidenti: «Qualcuno sarà forse disturbato, altri no». Aggiungendo pro domo sua: «Oscar è un personaggio che ha dato molto. Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece è cresciuto dentro la fiction». Se lo dice lui... Soddisfatto anche il suo compagno, Bertolucci, che deve aver avuto meno problemi del collega a entrare nel ruolo. Spiega infatti: «È la terza volta che interpreto un personaggio gay». Ma, ad evitare equivoci anche con le future ammiratrici avverte: «Oltretutto è divertente cambiare rispetto alla propria natura. Certo, ci vuole impegno». Poi, tormentato da un tardivo dubbio, fa la precisazione numero due: «Noi dobbiamo essere bravi a mettere in primo piano i sentimenti, anche perché abbiamo la grande responsabilità di andare su Raiuno. Credo però che il pubblico reagirà bene, perché Oscar e Max sono due personaggi positivi».
Ma se c’era già stato Lino Banfi, un po’ di tempo fa, a vedersela con una figlia lesbica, e sempre su Raiuno, obietterà qualcuno... Già, perché in quel Il padre delle spose, trasmesso nello scorso novembre, c’era un padre, appunto uno sconcertato Banfi, che scopriva che la figlia aveva un’amante. Ahilui, con l’apostrofo, quindi femmina. Anche lì una coppia, a guardar bene. Però, tanto per mettere i puntini sulle i: 1) la tragica rivelazione avveniva in Spagna, terreno già consacrato ai Pacs; 2) si trattava di una miniserie in due puntate. Qui invece è una storia che va avanti da anni, tanto che siamo alla quinta edizione, seguitissima anche dai bambini. E, guarda caso, si chiama Un medico in famiglia. Come ricorda la senatrice della Margherita, Paola Binetti, preoccupata dell’arrivo di spettacoli «con la famiglia grande assente». Comunque, come dice l’impetuosa Alessandra Mussolini, la più decisa a farci sapere che cambierà canale, basta tener presente che il telecomando è stato inventato apposta.