Coppie bianche e figli di colore, adozioni boom

Negli Usa aumentano i genitori che scelgono bimbi neri o asiatici

Manila Alfano

Martina Bockway e Mike Timble si sono fatti una promessa che hanno deciso di mantenere. Ci hanno riflettuto a lungo, considerato rischi e difficoltà, preparato psicologicamente la figlioletta al nuovo arrivo. Quando è arrivato il loro turno allo sportello adozioni hanno formulato ufficialmente la loro richiesta: «Vogliamo adottare un bambino afroamericano».
Conoscevano i rischi a cui sarebbero andati incontro, gli sguardi della gente, le perplessità dei parenti, le domande degli amici: «Ma non c’erano bambini bianchi disponibili?» - ha chiesto un amico di Mike.
«Gli amici di colore invece erano un po’ più comprensivi, anche se - come spiega Martina - spesso avevo l'impressione che non dicessero tutto quello che avrebbero voluto dire». L’incrocio tra bianco e nero, anche nell’America del XXI secolo, è ancora un problema. «In realtà - continua Mike - è come se volessero dire: ma cosa credete di fare? Avete riflettuto bene prima di prendere questa decisione?».
Martina e Mike hanno raccontato la loro esperienza al New York Times. E con la loro scelta sono diventati parte di un mondo sempre più in espansione, fatto di coppie bianche che decidono di adottare un bambino abbattendo barriere razziali e culturali. Secondo i dati del New York Times, nel 2004 il 26 per cento dei bambini neri in orfanotrofio, circa 4.200, sono stati adottati da coppie bianche. Nel 1998 erano solo del 14 per cento, vale a dire 2200 bambini finiti in famiglie non di colore.
«È un aumento significativo», spiega Rita Simon una sociologa autrice di numerosi libri sull'adozione tra razze diverse. «Sta diventando sempre più semplice, sia dal punto di vista burocratico, sia sociale. A tanti che stanno andando oltreoceano, viene detto: aspetta un minuto, ci sono moltissimi bambini anche qui che aspettano di essere adottati». Il censimento del 2000 mostra che più di 16mila coppie bianche hanno adottato bambini neri. Gli esperti dicono che dal 2000 questo fenomeno sta crescendo sempre più in fretta. Le ragioni dell'aumento sono tante, a partire dagli incentivi erogati per cercare nuove famiglie adottive.
La combinazione tra un sistema legale meno complicato e l'abbattimento progressivo delle barriere etniche e multiculturali ha fatto sì che gli americani abbiano adottato più di 200mila bambini asiatici, africani o sudamericani negli scorsi 15 anni e abbiano molti meno pregiudizi sull'adozione di bambini neri. Le lunghissime attese per i bimbi bianchi e gli alti costi per le adozioni internazionali - da 15mila fino a 35mila dollari - giocano parimenti un ruolo importante.
Le agenzie di adozione poi offrono corsi per aiutare i genitori adottivi ad allargare la loro apertura mentale e familiarizzare con temi all'inizio sconosciuti.
La scelta di Martina e Mike è stata supportata da psicologi e assistenti sociali. La bambina è arrivata in casa Bockway dopo 25 settimane di attesa. «Molte persone vedono nei bambini asiatici una maggiore somiglianza con la razza bianca e di conseguenza credono che sia meno problematica l'integrazione - dice Martina -. Ma noi no, noi ci sentiamo pronti ad accogliere a braccia aperte un bambino afroamericano».
Molti neri continuano a pensare che le coppie bianche non siano in grado di garantire al figlio nero gli strumenti per difendersi dagli attacchi razziali. Joseph Crumbley di Philadelphia, un assistente sociale di colore che da anni si occupa delle problematiche legate alle adozioni transrazziali commenta: «Le adozioni, come molte altre cose nel Paese, sono osservate con la lente della razza. Ogni volta è una sfida».