Coppie gay, Bertinotti attacca il Vaticano D’Alema fa il pompiere

L’ex leader Prc polemizza con il cardinale Trujillo. Emma Bonino: «Ci manca la forza per questa riforma»

Francesca Angeli

da Roma

Il Vaticano irride i conviventi e le unioni omosessuali. Un’accusa pesante quella lanciata dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, alle gerarchie della Chiesa e che sarà difficile non abbia conseguenze al di là delle polemiche sul riconoscimento dei diritti dei conviventi. La legge sulle coppie di fatto per il centrosinistra è diventata come la tela di Penelope. Sembra sia cosa fatta e che sia stato raggiunto un pur precario equilibrio fra le varie anime del centrosinistra ma poi tutto si disfa: l’Unione si sgretola sotto il peso delle divisioni e si deve ricominciare da capo.
Il guastatore di turno questa volta è Bertinotti che sferra un attacco durissimo al cardinale Alfonso Lopez Trujillo mettendo in imbarazzo gli alleati. E non soltanto i cattolici della Margherita, che di certo non gradiscono un simile attacco alla Chiesa, ma anche i diessini che si stavano affannando per recuperare i rapporti con il Vaticano.
«Mi dispiace che si usino da pulpiti così autorevoli delle frasi di scherno che toccano la condizione di vita di tante persone, condizione spesso sofferente e deprivata di diritti», dice l’ex leader di Rifondazione, che si riferisce ad un’intervista di Trujillo al Corriere della Sera. Il presidente del Consiglio Vaticano per la Famiglia contrario all’equiparazione delle convivenze al matrimonio sottolineava che non si possono fare nuove norme per seguire «un capriccio».
E proprio mentre Bertinotti attaccava il Vaticano il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, faceva il pompiere assicurando che l’allarme Vaticano sulle unioni di fatto «è infondato perché nessuno vuole distruggere la famiglia». Parole già usate dal leader della Quercia, Piero Fassino, per rassicurare la Chiesa. Ma questo atteggiamento disponibile nei confronti della Santa Sede indispone la sinistra. «È tragico che i dirigenti passino il tempo a rassicurare il Vaticano quando dovrebbero cercare di rassicurare noi sul fatto che questa legge si farà», dice ad esempio il diessino Franco Grillini. «Il governo non deve cedere alle intimidazioni che piovono da più parti contro qualsiasi ipotesi di regolamentazione legislativa delle unioni di fatto», rincara il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio. Insomma contrasti così profondi da far dire al ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino che «il modo in cui si sta avviando il dibattito, mi fa temere che poi non ci sia la forza di presentare la riforma».
Certamente l’intervento di Bertinotti contro Trujillo non piace al centrodestra. Critico Pier Ferdinando Casini («Se Bertinotti non si indignava era meglio») che poi offre una sponda agli «amici della Margherita» per trovare insieme «un accordo in Parlamento sulle coppie di fatto». Sulle coppie di fatto si dice disponibile al dialogo con la maggioranza, il leader di An Gianfranco Fini. Pur ribadendo il suo no all’equiparazione delle convivenze con il matrimonio Fini si dice disposto alla rimozione di eventuali «discriminazioni» per quanto riguarda i diritti individuali.