Coppie miste e voto agli immigrati: la metropoli si scopre tollerante

Sono favorevoli più di due milanesi su tre. E il 58% è d’accordo sull’apertura di nuove moschee

«A Milano cresce la voglia di apertura e di integrazione». Lo dice Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio. Lo dice la ricerca annuale commissionata alla società Dinamiche sulla percezione degli immigrati da parte dei milanesi.
«Un dato incoraggiante – continua Sangalli - per il lavoro svolto finora nei rapporti di collaborazione con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo». A pochi giorni di distanza dall’apertura della terza conferenza internazionale «Laboratorio euro-mediterraneo», organizzata dalla Camera di commercio per lunedì e martedì tra Palazzo Mezzanotte e Palazzo Turati. In due giornate si confronteranno oltre 70 relatori. Ministri, finanzieri, economisti, personalità del mondo scientifico e della cultura. Provenienti dall’Italia e dai Paesi dall’area mediterranea. Tredici nazioni in totale. Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libia, Malta, Marocco, Siria, Palestina, Tunisia e Turchia. Il presidente ha ricordato «la vicinanza al popolo inglese, colpito dal terrorismo. È comunque importante, in momenti così difficili, continuare a costruire un ponte tra realtà diverse. Proprio quello che intendiamo fare lunedì e martedì».
Una necessità, l’integrazione, che cresce nei milanesi. E le risposte al sondaggio della Camera di commercio lo confermano, anche sui temi più delicati. Come, per esempio, il voto agli immigrati. Il 68,5 per cento dei 200 intervistati è favorevole all’estensione del diritto di voto agli stranieri, almeno nelle elezioni amministrative, perché ritiene che dopo dieci anni vissuti nel nostro Paese si siano perfettamente integrati. E più di due terzi dei milanesi (il 69 per cento) si dichiara favorevole alla creazione delle coppie miste, con un aumento di ben 11 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
«Il migliore strumento per favorire l’integrazione degli immigrati - sostiene Sangalli - è il lavoro. All’interno di un’impresa proprietario e lavoratori si abituano a vivere fianco a fianco nel rispetto della legalità. Una legalità che ha bisogno di essere vissuta, interpretata e condivisa». E i dati confermano le parole del presidente della Camera di commercio. Nell’ultimo anno si è avuto un incremento del 20 per cento di lavoratori stranieri, mentre un terzo dei nuovi occupati è costituito proprio da immigrati.
Tolleranza e integrazione anche negli aspetti più intimi e personali, come la religione. Il 58,5 per cento dei milanesi sarebbe favorevole all’apertura di nuove moschee in città e la metà degli intervistati sostiene che gli immigrati non debbano adeguarsi alle usanze del Paese che li ospita, ma possano restare legati alle proprie tradizioni.
Insieme alla fiducia cresce anche la collaborazione tra Italia e Paesi dell’area mediterranea. «In anni di recessione come quelli che stiamo vivendo - spiega Bruno Ermolli, presidente di Promos, la società della Camera di commercio che cura i rapporti con questi partner - la bilancia commerciale con i Paesi mediterranei è in forte crescita. Le esportazioni salgono del 12,1 per cento, per un giro d’affari di 17 miliardi di euro». Rapporti che si stringono non solo in campo economico. «Stiamo mettendo in piedi - continua Ermolli - anche iniziative che riguardano cultura, formazione e spettacoli».