Coppola, un altro fallimento

Ancora guai giudiziari per Danilo Coppola, l’immobiliarista arrestato il primo marzo scorso per una serie di operazioni societarie ritenute illecite e agli arresti domiciliari per motivi di salute dal 28 giugno. Nei giorni scorsi il Tribunale civile di Roma, accogliendo la richiesta della Procura, ha dichiarato il fallimento della «Phoenix Real Estate srl», una delle società del gruppo dalle cui casse Coppola - secondo i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli - avrebbe sottratto la somma di 19 milioni e 800mila euro. La sentenza comporterà una nuova imputazione di bancarotta fraudolenta a carico dell’immobiliarista. I giudici civili hanno invece rinviato a ottobre, per carenza di documentazione, la decisione sul destino di altre tre società per le quali i pm avevano sollecitato il fallimento: si tratta della «Spi.Ca. immobiliare srl», di «Gen 5 srl» e di «Assa srl». Tutte coinvolte, secondo gli inquirenti, in operazioni conclusesi con la sottrazione dalle rispettive casse di ingenti somme di denaro, in gran parte ricavate dalla cessione di immobili e trasferite senza titolo ad altri stretti collaboratori di Coppola o a terze società di fatto appartenenti al gruppo.
Già per il fallimento di un’altra società, la «Micop Immobiliare srl», l’immobiliarista e altri sei collaboratori erano stati rinviati a giudizio lo scorso 9 luglio dal gup Guicla Mulliri, che aveva fissato l’inizio del processo al 3 dicembre prossimo davanti alla seconda sezione collegiale del Tribunale di Roma. Sul banco degli imputati, oltre a Coppola, figureranno anche Daniela Candeloro, addetta alla contabilità, Luca Necci, cognato di Coppola e amministratore, Andrea Raccis, socio tuttora latitante, l’avvocato Paolo Colosimo, Francesco Bellocchi, direttore finanziario del gruppo e Alfonso Ciccaglione, addetto alla contabilità. Per tutti l’accusa è di riciclaggio e bancarotta fraudolenta mentre Coppola dovrà anche rispondere di falso ideologico. Per il fallimento della «Micop Immobiliare» - sancito dal Tribunale di Roma il 20 dicembre scorso per un importo che supera i 13 milioni di euro - il gup ha condannato a due anni e otto mesi (al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato appunto per uno degli imputati), l’amministratore Giancarlo Tumino, che rispondeva del riciclaggio dei 13 milioni di euro. La pena è stata condonata per indulto. Nell’inchiesta sulle attività societarie del gruppo Coppola infine, sono invece ventisette gli indagati più la società «Pablo Air Line srl», proprietaria dell’aereo personale dell’immobiliarista.