Coppola in ospedale per infarto La famiglia: "E' in coma" 

Si tratta del terzo problema cardiaco nel giro di poche settimane per l'’immobiliarista, che si trova agli arresti domiciliari dal 28 giugno. Era stato arrestato il 1 marzo in seguito al crack del suo gruppo. I familiari: "E' giusto ridurlo in questo stato dopo che ha risarcito il fisco?"

Roma - "Danilo Coppola stamane alle ore 10, è stato trasportato in autoambulanza all’Ospedale San Sebastiano di Frascati per un sospetto arresto cardiaco, il terzo nel giro di poche settimane". Ad affermarlo sono i familiari dell’immobiliarista in una nota inviata dal gruppo Coppola. L’imprenditore si trova agli arresti domiciliari dal 28 giugno dopo essere stato arrestato il primo marzo ed essere stato per quasi tre mesi in carcere perché indagato per associazione per delinquere, appropriazione indebita, bancarotta.

Terapia intensiva Coppola verserebbe in gravi condizioni è attualmente è stato "trasferito al reparto di terapia intensiva in coma al Policlinico Umberto I reparto cardiologia per arresto cardiaco, il terzo in poche settimane causato in modo inequivocabile dalle condizioni di stress in cui si trova da circa 9 mesi". È quanto si legge in una nota dei familiari dell’imprenmditore. "A causa della gravità delle sue condizioni di salute - prosegue - sarà predisposta quanto prima una tac cerebrale. La famiglia ribadisce quanto è singolare che si continui a perseguitare un imprenditore, vietandogli di occuparsi delle sue aziende, che nulla centrano con i fatti contestati e che a causa della sua assenza forzata, rischiano il collasso, ribadiamo inoltre, che è stata pagata una parte consistente di tasse che gli vengono contestate. Chiediamo che si ponga fine a questa esecuzione senza neppure aver fatto un processo e si faccia piena luce su questo caso anomalo di giustizia italiana".

Tre ricoveri "I precedenti sono stati accertati al Policlinico Umberto I. Il malore - si legge nel comunicato - l’ha colto dopo aver appreso la notizia che ci sono delle società in lizza per l’acquisto dell’Hotel Cicerone, nonché il pensiero che alcune delle sue società potrebbero collassare. Di nuovo la famiglia si interroga se è giusto per i diritti civili, ridurre un essere umano in questo stato e per quanto deve durare questa sorta di discriminazione nei confronti di Danilo, anche perché ha risarcito il fisco di quanto dovuto".