Coppola, sequestro da 91 milioni

da Milano

Peggiora la posizione giudiziaria dell’immobiliarista Danilo Coppola. I militari della Guardia di finanza hanno sequestrato 91 milioni in titoli - depositati presso le sedi della Banca Intermobiliare di Torino e di un’agenzia di Roma della Banca delle Marche - di Ipi, unica società del gruppo Coppola quotata in Borsa, e di Mediobanca. Nell’ambito della stessa inchiesta, condotta dalla Procura di Roma, è stato iscritto nel registro degli indagati per aggiotaggio anche l’avvocato Giovanni Acampora (già condannato nell’ambito della vicenda Imi-Sir) in relazione a un’operazione di compravendita di immobili dell’Enel venduti già negli scorsi anni all’immobiliarista Luigi Zunino poi acquistati da Coppola e rivenduti alla Banca Italease. Alla base dei sequestri dei titoli ci sono, in effetti, due diverse operazioni immobiliari condotte nel 2005 da società del gruppo Coppola, sulle quali indaga anche la Procura di Torino. La prima viene condotta dalla società Isi (controllata di Ipi) che nel 2005 cede alla Immobiliare Valadier (anch’essa del gruppo Coppola) alcuni immobili per 124 milioni, valore che gli inquirenti reputano superiore a quello di mercato.
Il fine dell’operazione sarebbe stato quello di fare aumentare il valore di Isi, che realizza una plusvalenza di 30 milioni, e di conseguenza quelli di Ipi (società quotata) e dell’intero gruppo. Da qui la contestazione a Coppola dei reati di aggiotaggio e false comunicazioni sociali.
La regia di Acampora, secondo gli inquirenti, riguarda l’altra operazione, avvenuta qualche mese dopo. Ipi cede a tre società (la Como, la Palermo e la Firenze, dal nome delle città dove hanno sede gli immobili) del lussemburghese Renar Investments Fund, costituito dalla Banca Arner, una serie di contratti di leasing su tre immobili ex Enel acquistati in precedenza dal gruppo Zunino.
L’operazione frutta a Ipi una plusvalenza di 24 milioni. In relazione alla medesima cessione, Ipi comunica al mercato un abbattimento dei costi per circa 123 milioni. Secondo gli inquirenti, il tutto si risolve in un’indebita patrimonializzazione di Ipi oltre che nell’alterazione del valore della società e del titolo. Da qui le ulteriori contestazioni di false comunicazioni sociali e aggiotaggio per Coppola e di aggiotaggio per Acampora.
In relazione al sequestro, inoltre, Banca Interimmobiliare precisa che l’esposizione del gruppo che fa capo a Danilo Coppola nei confronti dell’istituto torinese ammonta a 117,6 milioni ed è garantita da pegni su titoli e ipoteche.