Il coraggio di chiamarla via Craxi

Luciano Violante nel suo ultimo libro Uncorrect ammette in maniera perentoria: «abbiamo criminalizzato i socialisti». E se lo dice lui, ex magistrato ed ex comunista, forse è proprio vero. Meglio tardi che mai, si suol dire in questi casi. Inviterei il Presidente Violante a venirlo a raccontare anche a Milano, dove una sinistra ancora pregna di un non giustificato giustizialismo e di venature anti socialiste perde ogni competizione elettorale da 15 anni e regala l'elettorato socialista a Forza Italia.
Giovedì 12 aprile a Palazzo Isimbardi in Consiglio Provinciale si discuterà, io spero, finalmente dopo un lungo travaglio l'ordine del giorno da me presentato che invita il Comune di Milano ad intitolare una Via a Bettino Craxi. E vedo già parecchi storcere il naso.
Ma a Milano è nato il socialismo riformista con Turati.
Fino al 1993 Milano ha sempre avuto Sindaci socialisti o socialdemocratici.
Dalle metropolitane alle case popolari, dagli ospedali agli asili nido, dall'Atm all'Aem, dalla ricostruzione della Scala al Piccolo Teatro, insomma tutto questo è frutto del buon governo di quegli amministratori. Bettino Craxi nasce politicamente a Milano. Come assessore al Comune, poi come onorevole, poi come presidente del Consiglio. Primo leader milanese a ricoprire questo importante ruolo. Ed allora cosa osta ad intitolargli una via? Vecchi rancori, vecchi odi, vecchi...
Mi auguro che il Consiglio provinciale di Milano sappia andare oltre e faccia una scelta di saggezza. Mi auguro che anche Filippo Penati, a cui riconosco coraggio politico e pragmatismo riformista, possa schierarsi per un'operazione di chiarificazione ormai ineludibile per la sinistra milanese.Che la Santa Pasqua porti Buon consiglio.
*Capo gruppo Sdi Provincia
di Milano