Un coraggio da Leoni: sei figli e tanti conti

Il coraggio l’hanno scritto nel cognome: i Leoni sono sei. Mamma Francesca, insegnante di lettere alle scuole medie e papà Alberto, assicuratore, ne hanno avuto tanto per mettere in piedi, nel volgere di poco più di due lustri, una baby squadra da record, o meglio una corte, dati i nomi regali. Costantino, 18, Gregorio, 16, Edgardo,15, Isabella, 14, Guglielmo, 11 e Margherita. Tranne lei «che per fortuna va ancora all’asilo», gli altri «leoni» sono cuccioli in età scolare. E il prezzo della cultura è salato: «Pur comprando libri usati appena possibile, non spendo meno di 100-120 euro per ognuno», spiega Francesca. Sulla scuola non si lesina però: «Piuttosto - scherza lei - taglio le porzioni di pasta al sugo». Ma a fine agosto, nella loro casa alle porte di Milano, si fa già di conto: no, non matematica, ma economia domestica. «Qualche libro, come arte o gli esercizi, in comune, poi facciamo fotocopie». Come in ogni casa, questa sarebbe «la» scusa per studiare di meno: «Prof, non ho potuto studiare perché il libro l’aveva mio fratello», ma in cassa Leoni non funziona: Costantino fa il classico, Gregorio il liceo sportivo, Guglielmo le medie, mentre Edgardo e Isabella lo scientifico. «Riciclo i libri, almeno fra i due «scientifici» - spiega la signora -, ma hanno edizioni diverse, che poi differiscono di poco». «Da insegnate - aggiunge la mamma - cerco di far cambiar i libri solo ogni 3 anni, ma vedo che il tetto di spesa stabilito dalla Stato è rispettato solo al primo anno». In prima media e in prima superiore fai bella figura, poi gli editori «rincarano» sui libri dei «secondi anni»: così quel che ti pare di aver risparmiato, lo versi dopo. «Peccato - aggiunge la signora - non esista il «comodato dei libri»: in alcune scuole c’è». Ma non in quelle dei «leoncini».