Il coraggio di ricominciare a cent’anni suonati

Il coraggio di ricominciare daccapo e di imboccare una nuova strada lasciandosi alle spalle un secolo di storia. È quanto ha fatto la Concord, un marchio fondato, appunto, nel 1908 che sul nostro mercato non ha mai goduto di grande popolarità anche perché ha privilegiato soprattutto quello americano. Nata a Bienne, la Concord, come gli appassionati ricorderanno, salì alla ribalta alla fine degli anni 70 con un modello molto speciale. Si era, allora, in un periodo in cui la corsa agli orologi ultrapiatti si era spostata dal meccanico al quarzo e la Concord sfidò l'Omega con un modello dello spessore di poco inferiore ai 2 mm, era il Delirium, che detenne il record per poco tempo perché venne battuto dal Dinosaure di Omega (1,48 mm), ma poi la Concord lo riconquistò, presentando il Delirium IV. Il nome non è affatto esagerato, l'orologio era proprio un delirio dal punto di vista costruttivo; basti pensare che completo di cassa e vetro aveva lo spessore di appena 0,98mm: un exploit che rimase nel libro dei record. Un altro modello, molto significativo ma di dimensioni normali ben lontane dalla estremizzazione del Delirium, fu il Saratoga, che godette anche di una piccola notorietà in Italia.
Tempo passato; oggi sotto l'egida dal Mgi Luxury Group la Concord ha dato una svolta alla sua strategia scegliendo di posizionarsi tra i marchi svizzeri di alta gamma. Per farlo, è partita dal design di base del Saratoga, lo ha rivisitato da cima a fondo e ha realizzato una nuova collezione, battezzata C1, con modelli di sicuro interesse in quanto a design e tecnica di costruzione della cassa, ma anche dotati di contenuti orologieri di primissimo piano, come il tourbillon laterale che sarà presentato alla prossima Fiera di Basilea. E poi, una volta tanto, un plauso per il rispetto della verità: «Non siamo una manifattura», hanno, infatti, dichiarato i responsabili della Maison, «però, ci avvaliamo dei migliori componenti possibili». Una sincerità, che in un periodo in cui molti si autoproclamano “manifattura”, cioè azienda in grado di svolgere al suo interno quasi tutto il ciclo produttivo, non può che fare onore alla Concord.