Corbelli e l’Armani in crisi «Non siamo una squadra»

Dopo due ko consecutivi, domani Milano proverà ad andare a canestro con la matricola Capo d’Orlando

Il tarlo mentale di ciò che poteva essere e non è rischia di portare l'Armani Jeans sul lettino di uno strizzacervelli. Domenica scorsa la sconfitta a Treviso (89-85) con il libero-chiave fallito da Green sull'87-85, a 5 secondi dalla sirena, giovedì sera il crollo al Palalido (69-80) con Avellino. E dire che, stesso turno, hanno perso sia Roma che Virtus Bologna, le due rivali nella corsa al secondo posto finale. Mancano cinque partite ai playoff del basket, l'Armani è terza (36 punti) dietro Roma (38) e davanti a due squadre a 34, Napoli e Virtus (bolognesi con una gara in meno, scontri diretti a favore di Milano). Ma settimana prossima ci saranno la trasferta in casa di Siena il 25, capolista con passo da record, e l'arrivo di Napoli al DatchForum il 29, due match alle 12 e diretta Sky.
Intanto i tifosi fischiano un'Olimpia difficile da amare. E il presidente Giorgio Corbelli prova con la terapia d'urto. «Ci confermiamo una squadra che non si sa mai cosa possa dare perché, in realtà, non diventa mai una squadra, resta solo un gruppo di giocatori, non è coesa tecnicamente e, ciò che è più grave, umanamente. La colpa è di tutti, tecnici e giocatori. E la soluzione del problema dipende da loro. Giovedì abbiamo subito una sconfitta gravissima, frutto di un problema di testa, di un calo di tensione rispetto a Treviso. Non possiamo catturare meno rimbalzi di Avellino (37-31, ndr), sotto canestro non abbiamo avuto niente, Blair ha chiuso con 1/6 al tiro, Schultze non si è reso utile, vincere così è complicato». Milano non aveva gli 11 punti e i 9,6 rimbalzi di media di Watson (infortunato), ma ha tirato con 9/30 da tre, confermando la flessione di Gallinari (19 anni ad agosto, comunque...).
In questi casi meglio tornare subito in campo e domani al Palalido alle 18.15 arriva Capo d'Orlando, squadra di una cittadina nel messinese che giovedì ha stoppato Treviso grazie a 16 punti di Young, un ragazzo di New York capace di garantirne 19,6 a partita. Secondo per media punti in A, è la dinamo dei siciliani, che viaggiano solo 4 punti sopra la linea della retrocessione e in trasferta non vincono da dicembre. Solo che con l'Olimpia la vita è tutta un quiz. L'Armani quest'anno ha ceduto davanti a squadre meno quotate, Montegranaro, Scafati, Biella, ma prima di giovedì solo fuori casa: Avellino, già vincente all'andata, ha invece imposto il secondo stop interno stagionale, grattando via un po' di sicurezza.
«Se mi chiedete cosa farei di diverso tornando indietro - chiude Corbelli -, dico che solo gli imbecilli non cambiano idea sulle scelte fatte ma questa squadra può chiudere la regular season seconda e nei playoff si vedrà, possiamo vincere e perdere con tutti. Djordjevic? Non è il momento di parlare del tecnico. Il minimo che gli chiedo è un posto in Eurolega». Ci vogliono playoff da protagonisti.